Omicidio in via Milani, i vicini: "Era una madre buona e premurosa"

Tutte le case hanno ingressi uno dopo l’altro, ravvicinati. E uno spazio comune al centro, col giardino. Un ambiente in cui tutti si conoscono e in cui i bambini giocavano. “Lei la vedevamo spesso, lui meno spesso", dicono i vicini

“Era una ragazza molto buona, gentile, premurosa e disponibile”: il vicinato di via Milani non si capacita dell’omicidio, anche perché anche lui viene descritto come “un padre attento e buono”, che veniva spesso visto accompagnare i tre figli alla scuola materna. E domenica sera, da quel litigio fatale che poi ha portato alla morte di Nadia, non si sarebbero sentite urla strazianti. Insomma: una coppia come tante altre, coi loro problemi, ma non una situazione di forte violenza pregressa.

E’ quello che emerge dai racconti del giorno dopo sull'omicidio all'ex Roverella, in quel cortile del centro storico in cui si trovano 18 mini-appartamenti, case protette destinate a soluzioni provvisorie per soggetti con diverse problematiche. Tutte le case hanno ingressi uno dopo l’altro, ravvicinati. E uno spazio comune al centro, col giardino. Un ambiente in cui tutti si conoscono e in cui i bambini giocavano. “Lei la vedevamo spesso, lui un po’ meno – continuano i vicini -, ma all’apparenza sembrava un buon padre, invece è un assassino”, continuano.

Lo stesso cortile a un certo punto si è trovato col trambusto e i lampeggianti delle ambulanze del 118 e dei carabinieri, domenica sera. “Non immaginavamo che fosse successo un omicidio. I bambini? Li hanno portati via subito, con un’ambulanza, che tragedia”, concludono i vicini.

> LA CASA DELL'OMICIDIO: IL VIDEO
> OMICIDIO IN CENTRO: LA CRONACA DI QUANTO SUCCESSO


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