Cronaca

"I parchi minerari funzionano in tutt'Italia, credere nel progetto di Formignano"

"Ci piacerebbe che quel progetto di fine anni Novanta, approvato, poi mai finanziato concretamente, per la valorizzazione del Parco Minerario di Formignano venisse in un qualche modo riportato in discussione"

Il mondo delle miniere è affascinante perché, oltre a essere sotterraneo, è un mondo che racconta di sudore, fatica, di lavoratori abituati alla sofferenza ma che riesce a parlare  anche di progresso industriale e di storie di solidarietà. 
A cercare di mantenerlo in vita valorizzando il ruolo di evoluzione che il minatore ha ricoperto nella storia del lavoro è la Società di Ricerca e Studio della Romagna Mineraria che da tre decenni si occupa di recuperare il materiale relativo alla miniera di Formignano (Borello) e di organizzare un piano di rivalorizzazione per aprirlo a turisti e studenti. 

La Società è stata fondata precisamente 30 anni fa da nove soci: Giorgio Ricci, Eraldo Burioli, Pier Paolo Magalotti, Lanfranco Gentili, Cesarino Serra, che, alcuni anni dopo la chiusura della miniera (1962, hanno iniziato il difficile e accurato lavoro di catalogazione dell'archivio della Società delle Miniere Zolfuree di Romagna e la raccolta delle testimonianze di chi ci aveva lavorato.  Nei tempi d'oro (fine Ottocento) la miniera dava da lavorare a 4 mila minatori, quasi tutti delle zone limitrofe a Borello. Iniziavano a scendere in profondità a 16 anni e la speranza di vita media per un minatore si fermava a 30 anni. Una vita durissima e malsana che spesso aveva effetto anche sui comportamenti degli stessi minatori. Si parla, infatti, di un centinaio di omicidi commessi dagli stessi anche per la mancanza di ossigeno che talvolta oscurava la loro mente. 

Per quanto riguarda il trentennale della nascita della Società sono previste molte iniziative. Si inizia venerdì alle 9.15 alla Biblioteca Malatestiana con la quarta riunione della "Rete nazionale dei Parchi e Musei Minerari", riservata ai componenti del Comitato di rete. Poi alle 11 verrà proiettato il documentario dal titolo "Miniere e Memorie di Sardegna" secondo reportage su storia, cultura, sviluppo dei siti minerari nel Parco Geo Minerario storico della Sardegna. 

"Ci piacerebbe che quel progetto di fine anni Novanta, approvato, poi mai finanziato concretamente, per la valorizzazione del Parco Minerario di Formignano venisse in un qualche modo riportato in discussione - ha spiegato Pier Paolo Magalotti - anche perchè sappiamo che ci sono dei Parchi Minerari in Italia che funzionano benissimo e sono diventati un'attrazione turistica importante in territori non votati al turismo. Per ora è stata fatta solo manutenzione sporadica, mentre sarebbe importante creare cultura ed eventi intorno alle miniere di Formignano. Magari realizzando una piattaforma dalla quale gli studenti, i turisti e gli appassionati di storia, possano vedere l'entrata e la scaletta di sicurezza, con ancora il corrimano in legno originale, che tutti i giorni i  minatori facevano per addentrarsi nel ventre del terreno ed estrarre zolfo. Arrivavano fino a 600 metri di profondità". 

Tra l'altro il lavoro svolto dalla Società di Ricerca e Studio della Romagna Mineraria, anche a parere di Vania Santi, consigliera comunale che ha approfondito gli studi sulle miniere anche all'estero, è stato veramente di grande professionalità e sarebbe un peccato disperdere tutto questo patrimonio per mancanza di volontà. 

Nel frattempo per ricordare il trentennale, la Società ha organizzato anche uno spettacolo teatrale affidandosi al "Teatro delle Lune". L'appuntamento è per sabato 25 marzo alle 21 al teatro Parrocchiale di Borello dove le voci narranti di Monica Briganti, Giorgia Ricci, Niccolo di Luzio, Maurizio Mastrandrea, Vincenzo Morrone e Maurizio Cirioni metteranno in scena "Odore di sangue e di rosa" liberamente tratto dal libro omonimo di Efrem Satanassi.
E' la storia di un bambino e della miniera, un racconto molto toccante, reso ancor più suggestivo dalla musica di Mino Savadori all'organetto diatonico e Antonio Salerno al pianoforte digitale. Sullo sfondo, come nelle migliori cantate di una volta, vere e proprie opere d'arte da strada, ci sarà anche il cartellone del cantastorie, realizzato dalla matita esperta di Valentino Menghi. Uno spettacolo da non perdere.  

Sempre per il 2017 è previsto un libro sul medico Vincenzo Ciccone, esperto al tempo delle malattie che colpivano i minatori e un dvd con tutte le annate dei giornali storici cesenati da distribuire a visitatori e studenti. E infine, nel mese di settembre, anche la "Settimana del buon vivere" sarà dedicata al lavoro e all'aggregazione, di cui un esempio sono le miniere di Formignano. 

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