Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Meno burocrazia? Ecco che spuntano nuovi obblighi per le imprese

Meno burocrazia, ma solo a parole. Poi nei fatti ecco spuntare nuovi lacci a lacciuoli. L'ultima novità riguarda la nuova normativa regionale in materia di Valutazione d' Impatto Ambientale (VIA) e di Screening

Meno burocrazia, ma solo a parole. Poi nei fatti ecco spuntare nuovi lacci a lacciuoli. L'ultima novità riguarda la nuova normativa regionale in materia di Valutazione d’ Impatto Ambientale (VIA) e di Screening, due procedure molte complesse e onerose che vengono estese alle aziende più piccole. La nuova normativa riguarda le pratiche di VIA (per i nuovi impianti) e di screening (per le modifiche agli impianti esistenti), in cui aumenterà, in proporzione significativa, il numero delle imprese soggette a queste procedure ambientali. Inoltre, la nuova normativa, ridefinendo i criteri per individuare i territori oggetto di tutela, interesserà la quasi totalità della superficie provinciale coinvolgendo perciò tutti coloro che si dedicano ad allevamenti avicoli, impianti idroelettrici, impianti di smaltimento e recupero rifiuti, cave e, comunque, tutte le attività soggette a procedure ambientali.

L'INCONTRO. Il nuovo quadro è stata illustrato in Provincia. L’incontro ha permesso d’illustrare a tutti gli attori interessati, le conseguenze del cambiamento normativo e di fare piena luce sulle sue implicazioni operative in quanto, nel quadro dell’ormai imminente riordino istituzionale che trasformerà le Province in enti di secondo livello, l’onere di assolvere a questi atti sarà, probabilmente posto a carico dei singoli comuni o delle nascenti Unioni dei Comuni.

All’incontro tecnico era presente anche il Presidente della Provincia Massimo Bulbi, che di fronte ai referenti dei Comuni, delle associazioni di categoria e degli ordini professionali ha rilevato: “Ancora una volta, purtroppo, si è andati in una direzione opposta all’auspicata sburocratizzazione, mettendo specialmente le imprese più piccole nella difficoltà di dover avviare pratiche ambientali molto complesse che prima erano limitate solo ai grandi impianti. Questo determinerà ulteriori aggravi, sia di costi che di lacci burocratici, per le imprese del territorio. A mero titolo di esempio, se prima andavano a VIA allevamenti per la produzione di uova con almeno 60.000 posti per galline, ora questa pratica ambientale dovrà essere eseguita per insediare nuovi impianti sopra i 30.000 posti. Inoltre, per gli impianti esistenti sopra i 30.000 posti, ogni modifica sarà soggetta a screening, mentre prima non si doveva fare nessuna delle due procedure. Inoltre, territori prima esclusi dalla tutela, ora vi ricadono in pieno, come per esempio l’intero Comune di Forlì che sarà assoggettato a pratiche di VIA/screening per il solo fatto di essere qualificato come “area ad alta demografia”. "

"Dall’altro canto, tutto questo aumenta il carico di pratiche burocratiche per Comuni e Provincia, con una quantità di nuovi procedimenti ad oggi imprevedibile. Per le Province colpisce, infine, che - mentre si parla di “svuotamento” di funzioni e di abolizione - la Regione continua ad aumentare il nostro carico di lavoro. Grazie a convenzioni siglate negli anni, il Servizio Pianificazione territoriale della Provincia già svolgeva per conto di diversi Comuni aderenti, le complesse istruttorie di VIA/screening, che necessitano di personale tecnico altamente professionalizzato. Con l’aumento dei carichi di attività per la Provincia, stante l’impossibilità assoluta di procedere a nuove assunzioni, non è ipotizzabile che l’Ente possa farsi anche carico delle pratiche a favore dei Comuni in convenzione, né è pensabile che tanti piccoli comuni, una volta che saranno riordinate le province, possano farlo da soli. Sarà un grosso problema a cui si dovrà mettere mano, che potrebbe determinare un forte aumento dei tempi burocratici”.

LA QUESTIONE TECNICA. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, la Regione Emilia-Romagna con l'approvazione della Legge Regionale n. 15/2013 in materia edilizia, ha introdotto importanti modifiche alla Legge Regionale n. 9/99 “Disciplina della Valutazione di Impatto Ambientale”. In particolare, a seguito della sentenza n. 3 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'incostituzionalità di alcune disposizioni della legge della Regione Marche n. 3 del 2012, nella parte in cui, nell'individuare i criteri per identificare i progetti da sottoporre a VIA e a verifica di assoggettabilità (screening), non ha tenuto conto di tutti i criteri indicati dalla Direttiva 2011/92/CE, si sono dimezzate le soglie previste dalla Legge Regionale 9/99 nelle aree a maggiore tutela del territorio regionale. Quanto sopra ha come diretta conseguenza l'assoggettamento, in vaste aree del territorio provinciale, alle procedure di VIA per i nuovi impianti e alle procedure di verifica (screening) per le modifiche agli impianti esistenti anche sotto la soglia già prevista dalla L.R. 9/99.

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