La polizia bada un'auto rubata e smantella una banda. Il covo era pieno di refurtiva

All’interno della casa sono stati rinvenuti attrezzi da scasso, capi di abbigliamento, telefoni cellulari, tv al plasma, orologi, una macchina fotografica e circa 2.000 euro in contanti, tutta merce ritenuta rubata

Tutto è partito da un'auto rubata, rinvenuta in un controllo all'interno di un parcheggio privato. La vettura, una Jeep Renegade rubata durante un furto in appartamento a Forlì martedì scorso, è stata pazientemente tenuta sotto controllo dai poliziotti per diverse ore, per riuscire così a catturare anche chi ce l'aveva uin uso non appena si fosse presentato per utilizzarla. Un lavoro paziente, che ha permesso di smantellare quella che viene ritenuta una banda che ruota abitualmente intorno a furti in tutta la Romagna.

Grazie a questo lavoro, la Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria tre uomini - un 23enne algerino e due albanesi di 28 e 21 anni - per il reato di ricettazione in concorso. L’indagine lampo, che ha impegnato le Squadre Mobili di Ravenna e Forlì, ha permesso di recuperare anche molta refurtiva.

Nel pomeriggio di giovedì, alcuni equipaggi formati dagli investigatori delle Squadre Mobili si sono appostati con auto civetta nelle vicinanze dell’auto rubata. Verso le 18.30 è sopraggiunto un uomo, il 28enne, che mentre stava per salire a bordo è stato bloccato dai poliziotti. Alla scena hanno assistito gli altri due, fuggiti a piedi all’interno della pineta abbandonando a terra alcuni oggetti, risultati poi essere il provento di furti commessi in abitazioni di Ravenna e Cesena. Sono subito scattatte ulteriori indagini, dove è emerso che della refurtiva veniva nascosta sotto cumuli di erba nella stessa pineta.

L’attività di indagine successiva ha permesso agli investigatori di scoprire l’ubicazione del covo dei malviventi, individuato a poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento dell'auto. I poliziotti hanno fatto irruzione all’interno di un’abitazione sorprendendo all’interno cinque persone, tra le quali anche i due fuggitivi. All’interno della casa sono stati rinvenuti attrezzi da scasso, capi di abbigliamento, telefoni cellulari, tv al plasma, orologi, una macchina fotografica e circa 2.000 euro in contanti, tutta merce ritenuta dagli investigatri provento di furti, dal valore approssimativo di 10.000 euro. Sono in corso gli accertamenti per identificare gli eventuali legittimi proprietari, vittime dei furti. Gli arnesi da scasso erano molto "professionali", con flessibili in grado di vincere anche le casseforti più resistenti.

Il 23enne e il 28enne sono inoltre risultati gravati da precedenti penali per reati contro il patrimonio, mentre il 21enne è risultato incensurato. Il 28enne, non in regola con le norme sul soggiorno, è stato arrestato inoltre per aver fatto rientro in Italia in violazione al provvedimento di divieto di ingresso prima dell’anno 2023. Pertanto, i tre uomini sono stati sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna, sono stati accompagnati in carcere a Ravenna. Denunciati a piede libero gli altri due presenti nell'abitazione, risultati irregolari.

E' anche oggetto di approfondimento anche l'affitto dell'abitazione usata come covo per refurtiva e immigrati irregolari, risultata dai primi accertamenti concessa da settembre scorso senza un contratto di locazione, né una comunicazione alloggiativa da parte dell'agenzia immobiliare.

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