Cronaca

L'omicidio di Gabriele Gigli, clamore attorno alle indagini. Massimo riserbo della Polizia brasiliana

L'esame autoptico e le esequie di Gigli si sono già svolte in Brasile, la salma del 64enne non tornerà a Cesena 

Proseguono le indagini per ricostruire la tragica vicenda che ha visto come vittima Gabriele Gigli, 64enne cesenate ucciso barbaramente nel cortile della sua casa a Itaúnas, località brasiliana che si trova nello Stato di Espirito Santo, distretto di Conceicao da Barra, una città costiera vicina al confine con Bahia. Il corpo di Gigli, è stato ritrovato dalla polizia civil lo scorso venerdì, e presentava evidenti segni di violenza, tra cui addirittura quelli che sono stati ricostruiti come colpi di pietra.

Probabilmente visto il clamore che la vicenda sta suscitando, in una nota, la Policia civil  ha dichiarato che non fornirà ulteriori informazioni per preservare le indagini sui fatti. Gli inquirenti sarebbero già indirizzati su una pista specifica.

Il caso sta avendo una certo eco e diversi quotidiani online brasiliani informano sugli sviluppi delle indagini della polizia del posto. La polizia civile di Espírito Santo continua ad essere convinta che si tratti di un caso di rapina o furto finiti male, con la morte del cesenate che potrebbe aver reagito ai malintenzionati. Ciò che è certo è che è nata una colluttazione, il 64enne ha riportato un trauma alla testa che non gli ha lasciato scampo. Gigli ha trovato la morte nel cortile della sua casa, quella in cui si era costruito una seconda vita nell'esotica località brasiliana.

Sempre sulla base di quanto riportano i mezzi di stampa online brasiliani la polizia ha  già indicazioni sui possibili autori del delitto, tant'è che nell'immediatezza del cruento fatto c'erano stati dei fermi, ma finora nessuno è stato arrestato. Sul caso indaga la stazione di polizia di Conceicao da Barra. L'esame autoptico e le esequie di Gigli si sono già svolte in Brasile, la salma del 64enne non tornerà a Cesena dove vivono la sorella e la figlia, il corpo è già stato sepolto in Brasile, meta scelta due anni fa dal 64enne per il suo "buen retiro".

Una tragedia che riporta alla mente quella di Luca Andreoli, il 39enne cesenate assassinato lo scorso settembre a Medellin, in Colombia, nel corso di una feroce rapina. Gigli, definito da chi lo conosceva uno "spirito libero" e una persona dall'anima inquieta - tanto appunto da essersi lasciato alla spalle una vita sempre trascorsa in Italia come barista e cameriere - da qualche anno aveva scelto la località brasiliana per cambiare vita godendosi l'atmosfera brasiliana e le esotiche spiagge del posto con le caratteristiche dune. A giugno l'italiano ha pubblicato sul suo Facebook: "Lo confesso, sono stanco di vivere in questo mondo che si nutre di falsità. Com'è possibile tanta ipocrisia?"

I portali turistici dipingono Itaunas come un tranquillo villaggio di pescatori che nei mesi estivi diventa una meta turistica non ancora di massa. I residenti del posto lamentano però un'escalation di violenza che deriva - come spesso succede in Sudamerica, dove convivono grandi ricchezze  e grande povertà - da bande senza scrupoli di persone che hanno poco da perdere anche nel compiere delitti efferati per procurarsi denaro.

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