Inquinamento da ozono, situazione critica anche nel cesenate

Legambiente lancia in Emilia-Romagna il progetto Captor per il monitoraggio diffuso dell'inquinamento da ozono

L’estate è arrivata, ma la brutta notizia è che con essa si ripresenta anche il problema dell’inquinamento da ozono troposferico. Meno noto dell’inquinamento invernale da polveri sottili, rappresenta tuttavia un inquinante altrettanto pericoloso, che colpisce principalmente nei periodi di maggior intensità solare e di calore, facendo sfumare la speranza di una tregua per i nostri polmoni. Se la presenza dell'ozono nella stratosfera svolge un'importantissima funzione protettiva per la salute umana e dell'ambiente in cui viviamo, fornendo uno schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette potenzialmente cancerogene, alte concentrazioni di questo gas nella troposfera (lo strato sovrastante la superficie terrestre), risultano nocive per la salute dell'uomo oltre che per gli equilibri degli ecosistemi. L'esposizione a questo inquinante, anche a basse concentrazioni, è infatti causa di problemi ai tessuti dell’apparato respiratorio, cosa che provoca irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare, aggravando anche asma ed altre patologie respiratorie nei soggetti più a rischio: in primis i bambini e gli anziani, seguiti dai soggetti sani che fanno attività all'aperto, oltre che persone già affette da malattie polmonari.

In Emilia-Romagna sono già 21 le stazioni di monitoraggio dell’ozono che hanno superato il limite dei 25 sforamenti di 120 µg/m3: tra queste anche la stazione di Savignano di Rigo a Sogliano, dove lo sforamento è stato registrato per ben 33 giornate. Preoccupanti anche i picchi riscontrati, che superano i 200 µg/m3, a fronte di un valore di informazione di 180 µg/m3 e del valore di allarme di 240 µg/m3. Il picco dell’ozono si verifica principalmente nelle ore pomeridiane, a partire dalle 13, quando le temperature sono più elevate ed è maggiore l’esposizione solare.

Per sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche connesse all’inquinamento d’ozono, Legambiente ha aderito, insieme ad altri partner europei, al progetto "Captor" (Collective awareness platform for tropospheric ozone pollution) che ha come scopo la rilevazione dei livelli di ozono attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza, mediante l’installazione presso le abitazioni dei volontari autocandidatisi al progetto di alcuni sensori in grado di rilevare le concentrazioni di ozono. Il progetto è entrato a luglio nella sua fase operativa: Arpae ha accolto la richiesta di collaborare al progetto consentendo la collocazione degli strumenti presso la stazione di monitoraggio di  “Parco Montecucco” a Piacenza e ciò consentirà il confronto dei dati rilevati con quelli della rete regionale della qualità dell'aria.

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