In scena il dramma della prostituzione, tutto pronto per le riprese di "Ballerina"

“È un ruolo forte e profondo, tragico e borderline che mi fa anche molta paura ma mi si addice alla perfezione” dichiara l’attrice Agnese Claisse. Le riprese tra Rimini, Cesena e Cesenatico.

Agnese Claisse, protagonista del cortometraggio “Ballerina”, è arrivata a Rimini da Londra in questi giorni per le prove con il regista Kristian Gianfreda. L'actor coaching ha permesso al regista riminese e all'attrice di studiare a fondo la sceneggiatura ed entrare nella parte e nelle singole scene, approfondendo il personaggio e mettendo a fuoco i vari passaggi.

Dall'11 novembre la troupe di 20 persone sarà impegnata nelle riprese per 5 giorni tra Rimini, Cesena e Cesenatico. Le location saranno: a Rimini, il lungomare nel tratto su Viale Regina Margherita, a Cesena la stazione dei treni, a Cesenatico la zona delle colonie abbandonate in via Cristoforo Colombo. Sono 6 gli attori principali, tra questi, Caterina Gramaglia e Carlo Maria Rossi, che hanno già recitato nella prima pluripremiata produzione di Gianfreda “Solo cose belle”. In “Ballerina” saranno una mamma e un nonno. Una decina i figuranti e diverse le comparse.

“Ho accettato la parte perché mi è piaciuta molto la sceneggiatura – dichiara l’attrice - da una parte estremamente concreta e che affronta temi reali e purtroppo ancora attuali di cui è importante parlare, dall’altra, lo fa in modo sognante, creativo, originale e artistico. Mi piace anche molto il modo di lavorare di Kristian, molto serio, rispettoso degli attori, incoraggiante, positivo che sa spronarti e spingerti oltre i limiti senza mai schiacciarti o umiliarti e sa farlo con leggerezza e senso dell’umorismo. Questo ruolo è una sfida per me e questo mi piace, perché contiene in sé una panoplia di emozioni che devo riuscire ad esprimere, e perdere la concentrazione anche solo per un secondo può essere deleterio. È un ruolo forte e profondo, tragico e borderline che mi fa anche molta paura ma mi si addice alla perfezione. Hai presente le montagne russe? Quella sensazione di eccitazione e terrore che vanno a braccetto? L’idea è quella”.

Intento del regista della commedia “Solo cose belle” questa volta è affrontare il dramma della prostituzione con le ferite non solo fisiche ma anche “sociali” e psicologiche che lascia su una donna. È un film di forte denuncia ispirato a una storia vera. Il regista Kristian Gianfreda:
“Abbiamo cambiato completamente il registro rispetto a “Solo cose belle”, rimane però sullo sfondo l’idea che nell’emarginazione e nella diversità ci sia un mondo vitale che ci può regalare tanti spunti di riflessione, molte emozioni e bellezza. La storia, scritta insieme a Filippo Brambilla, gioca tra diversi generi e regala allo spettatore un viaggio in una dimensione inaspettata, intensa e vera. Sono contento del lavoro fatto finora, vediamo cosa combiniamo questa volta”.

La storia si svolge su un autobus a bordo del quale la protagonista incontra diversi personaggi che, in qualche modo, sono tutti collegati alla sua vita.

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Il cortometraggio è finanziato dalla campagna di sensibilizzazione nazionale “Nemmeno con un fiore! Stop alla violenza di genere” della Comunità Papa Giovanni XXIII, realizzata con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le pari opportunità.

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