Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Cesenatico

Gabbiani, ecco il piano di contenimento: Cesenatico adotta il modello Rimini

Negli ultimi anni si è registrato un costante incremento demografico lungo tutta la costa adriatica di alcune popolazioni di gabbiano, in particolare il Gabbiano reale (Laurus Michaellis), ha prodotto, negli ultimi anni, una colonizzazione dei centri abitati

La Giunta comunale di Cesenatico ha approvato il piano di contenimento del Gabbiano Reale (Laurus Michaellis) per il 2017.
Negli ultimi anni si è registrato un costante incremento demografico lungo tutta la costa adriatica di alcune popolazioni di gabbiano, in particolare il Gabbiano reale (Laurus Michaellis), ha prodotto, negli ultimi anni, una colonizzazione dei centri abitati. Nella località rivierasca i casi di nidificazione di questa specie, nei tetti e nei terrazzi, hanno innescato problemi di convivenza con residenti e turisti.  In particolare, nel periodo estivo la problematica si amplifica, vista la chiassosità e l’aggressività di tale specie in coincidenza con il periodo di cova ed allevamento dei piccoli. 

L’assessore Montalti introduce una ulteriore novità: “Dopo il vaglio degli uffici comunali procederemo all’installazione di dissuasori acustici sugli edifici pubblici del Comune". L’impiego di questi mezzi, (che coprono un'area circolare di circa 5.000 metri quadrati), ha dato buoni risultati nel territorio riminese nel contrasto alla proliferazione del Gabbiano Reale. "Si tratta - spiega Montalti - di fornire risposte soprattutto a lungo termine mediante l’utilizzo di una strumentazione fissa che sarà poi integrata da interventi diretti nella stagione riproduttiva". "Abbiamo raddoppiato le somme a disposizione per il piano - illustra il sindaco Matteo Gozzoli - passando dai 5.000 euro del 2016 ai 10.000 attuali proprio perché sappiamo che si tratta di un tema molto sentito dalla città".

I DISAGI - Notevoli sono i disagi avvertiti dalla popolazione, come disturbi notturni, aggressività nei confronti dell’uomo, fenomeni di predazione rivolti a piccoli mammiferi, oltre che danni a strutture pubbliche e private, causate da deiezioni, residui di cibo. Gli interventi messi in campo negli anni scorsi non hanno prodotto risultati soddisfacenti. Proprio per questo motivo l’assessorato all’ambiente ha richiesto ad Ispra quali siano le azioni possibili al fine di verificare e aggiornare il protocollo contenente le misure di contrasto alla proliferazione del Gabbiano Reale. Sono state condivise una serie di misure attive e passive da mettere in campo al fine di controllarne la proliferazione. Il Piano nel suo insieme contiene 4 tipi di azioni: azioni di contrasto passive, azioni di contrasto attive, misure residuali e monitoraggio segnalazioni ed intervento.

LE MISURE - Tra le misure di contrasto passivo sono state individuate l’applicazione di reti, cavi in tensione, punte o altri mezzi di dissuasione su gli edifici in cui ciò è tecnicamente possibile, al fine di impedire l’atterraggio dei gabbiani e la facile costruzione del nido, il divieto della fornitura volontaria di cibo ai gabbiani o altre specie animali (animali domestici) in luoghi che possono essere utilizzate dai gabbiani per alimentarsi, il controllo sistematico della filiera di raccolta dei rifiuti urbani per assicurarsi che i gabbiani non possano alimentarsi nei cassonetti o in altri punti di raccolta o smistamento dei rifiuti. Infine tra le misure di contrasto passivo vi è quello di impedire l'accesso agli scarti del pescato nell'area portuale e al mercato ittico, anche attraverso il coinvolgimento diretto degli operatori del settore; stessa attenzione dovrà essere rivolta ai mercati alimentari all'aperto o altre manifestazioni con produzione di scarti alimentari.

Gli interventi attivi che si prevedono dopo individuazione di personale specializzato riguarderanno la dissuasione dell’insediamento delle coppie riproduttive tramite disturbo diretto sui lastrici solari o altre coperture facilmente accessibili a piedi da operatori autorizzati o dai residenti stessi, la rimozione dei nidi in fase di costruzione, con completo asporto del materiale riportato e la rimozione dei nidi già formati con asportazione delle uova da conferire in discarica in qualità di rifiuti speciali. Inoltre come misura residuale si ritiene necessario prevedere la realizzazione di un sistema di raccolta dei pulli in casi di eccezionalità, (intervento peraltro ammesso come possibile da Ispra) è infatti possibile che molte covate riescano a schiudere e che si debba fare fronte a richieste di intervento da parte dei cittadini per il recupero di pulli ritrovati accidentalmente in aree urbane pubbliche o private. In questo casi, i pulli raccolti dovranno essere affidati a centri di recupero della fauna gestiti in base alla normativa nazionale e regionale vigente (CRAS) rispettando tutte le norme previste ed utili alla tutela degli esemplari catturati.

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