Fabbri (Verdi): "Comune esca da Hera. No alla fusione con Acegas"

"Giovedi 11 ottobre 2012 arriva in Consiglio Comunale a Cesena l'importante delibera volta alla fusione tra Hera spa e Acegas Holding, azienda analoga che opera in Veneto e Friuli"

"Giovedi 11 ottobre 2012 arriva in Consiglio Comunale a Cesena l'importante delibera volta alla fusione tra Hera spa, la multiutility del business della nostra Regione, e Acegas Holding, azienda analoga che opera in Veneto e Friuli". Questo l'incipit di una nota di Davide fabbri dei Verdi. "I Verdi condividono l'analisi dei vari Comitati per l'Acqua Pubblica che hanno in più occasioni espresso una netta contrarietà a tale fusione, sostenendo che così facendo si allontanerebbe ulteriormente l'azienda dai territori, con un sempre minor peso dei Comuni enti soci, e si avvicinerebbe sempre più alla finanza speculativa, perdendo di vista l'attenzione per i servizi ambientali erogati”.

"Servizi fondamentali per le comunità - continua Fabbri -, come quelli della distribuzione dell’acqua, raccolta e smaltimento rifiuti, distribuzione energia elettrica e gas. L'elemento politico grave che vogliamo denunciare pubblicamente è che tale fusione viene decisa nei Consigli Comunali in assenza di un autentico processo partecipativo. Al contrario, occorre incominciare a discutere di una possibile fuoriuscita del Comune di Cesena e degli altri enti soci da Hera spa.

"I motivi sono molto semplici - sottolinea Fabbri -: Queste spa devono rispondere al mercato e agli indici della borsa, il cui scopo è fare utili e distribuire dividendi fra i soci. La quota di remunerazione per i soci e gli azionisti, che può essere recuperata solo su fattori di gestione, ovverosia o aumentando le tariffe o intervenendo sul costo del lavoro riducendo l’occupazione o riducendo la qualità del servizio o aumentando i consumi delle risorse oggetto del servizio. Queste spa si oppongono alla raccolta differenziata spinta “porta a porta”, per il semplice motivo che questo gli ridurrebbe drasticamente combustibile e potenzialità degli inceneritori. E il Comune di Cesena, ente socio della spa, resta a guardare. Per accontentare gli ambientalisti, basta avviare una semplice sperimentazione al Quartiere Oltresavio".

"Hera spa - continua Fabbri -  non si preoccupa di promuovere un uso efficiente dell’acqua nelle nostre case: d’altra parte vende acqua, pertanto se calassero i consumi di acqua, dovendo garantire il valore in borsa, si troverebbe costretta a richiedere un aumento ulteriore delle tariffe. Hera spa non ha alcuna intenzione di procedere velocemente alla sostituzione delle tubature in cemento-amianto della nostra rete (1.700 km nel bolognese e 2.300 in Romagna), tanto, dicono: “l’amianto fa male solo se ingerito”. Una balla inaudita".

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"Hera spa - conclude - per tenere alta la valutazione in borsa ha ridotto gli investimenti del 25% rispetto al budget previsto nei primi due mesi del 2009. Il debito consolidato del gruppo è di 1.562 M di €. Questa situazione discende dalla decisione dei soci di pretendere alti dividendi piuttosto che investimenti sostenuti nel territorio".

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