Volo di sola andata, espulso il ladro seriale del centro: si sposò una cesenate per regolarizzare la sua posizione

Per realizzare compiutamente il trasferimento dell’uomo nel suo Paese è stato necessario ottenere la conferma formale della sua esatta identità attraverso un apposito lasciapassare dal Consolato tunisino in Genova.

E' noto alle forze dell'ordine per una serie di numerosi furti nel territorio cesenate. Ma non solo ladro seriale. Nel suo curriculum anche reati contro il patrimonio e per spaccio di sostanze stupefacenti. Un tunisino di 32 anni è stato espulso dal territorio nazionale ed imbarcato su un volo in partenza da Bologna, alla volta della Tunisia. Il provvedimento è stato eseguito il 5 marzo. In Italia dal 2006, quando vi arrivò clandestinamente, lo straniero fece la sua comparsa nel territorio cesenate l’anno successivo, quando a un controllo si dichiarò falsamente marocchino.

Nel 2008 si sposò con una cesenate più grande di lui di oltre 20 anni; l’unione apparve fin dai primi accertamenti fittizia, ma gli servì a ottenere il permesso di soggiorno. Nel 2013, alla scadenza naturale del permesso, non ne chiese il rinnovo ed entrò in clandestinità, commettendo numerosi reati, collezionando denunce e arresti, ma evitando più volte l’espulsione per motivi burocratici. Nell’arco temporale tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018, dopo complesse indagini avviate dagli investigatori del Commissariato di Cesena su alcuni furti, fu raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Forlì.

Scarcerato per decorrenza dei termini della custodia, l’uomo tornò a delinquere, tanto da essere stato individuato come il responsabile di numerosi degli episodi di furio notturni che hanno interessato esercizi commerciali di Cesena negli ultimi mesi. In particolare, il tunisino è ritenuto uno specialista dello scasso delle vetrine dei negozi, che ha spesso infranto utilizzando i pesanti coperchi in ghisa dei tombini. Proprio a seguito di sopralluoghi in occasione di due furti commessi una notte del novembre 2019, gli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria e della Polizia Scientifica del Commissariato di Cesena, gli hanno attribuito la paternità di entrambe le azioni criminose.
Quella notte, due esercizi commerciali avevano subito l’intrusione di ladri, che avevano appunto utilizzato un coperchio in ghisa per sfondare le vetrine. 

Il rapido intervento di una volante del Commissariato e il sopralluogo svolto all’interno di uno dei due esercizi commerciali permise agli agenti di individuare tracce di sostanza ematica che il malvivente aveva lasciato su un registratore di cassa. La sostanza, repertata, è in fase di elaborazione per l’estrapolazione del Dna. Di grande rilevanza probatoria è risultato il sopralluogo effettuato dagli operatori della polizia scientifica del Commissariato di Cesena per il secondo dei due furti in questione. In questo caso gli agenti sono riusciti a esaltare sullo schermo di un televisore, che il ladro aveva toccato ma non era riuscito ad asportare, frammenti di impronta di linee papillari: traccia che, opportunamente evidenziata dagli operatori, è stata poi trasmessa al Servizio di Polizia Scientifica di Bologna per procedere agli accertamenti dattiloscopici. Quest’ultima attività di riscontro ha consentito di ricondurre l’impronta a un dito dell'extracomunitario.

L’indagine ha infine permesso di mettere in evidenza la responsabilità dell’indagato per i due reati commessi, anche attraverso una certosina analisi delle immagini estrapolate dagli impianti di video sorveglianza della zona che, grazie anche alla conoscenza diretta del suo modus operandi, ha portato gli agenti a ricostruire interamente lo svolgersi dei fatti di quella notte e redigere una corposa informativa di reato indirizzata all’autorità giudiziaria.

L'esecuzione dell'espulsione

La sua pericolosità e il sospetto che l’uomo fosse coinvolto anche in altri recenti episodi di spaccate ha fatto ritenere opportuna l’immediata misura dell’espulsione dal territorio nazionale, che è stata realizzata attraverso una stretta sinergia fra il personale del Commissariato di Cesena e l’Ufficio Immigrazione della Questura di Forlì-Cesena. Rintracciato una prima volta un mese fa e accompagnato al Centro di Permanenza e Rimpatrio “Ponte Galeria” di Roma, in sede di convalida il 32enne ha finto di non comprendere la lingua italiana, riuscendo così a ottenere l’annullamento dell’espulsione dal Giudice di Pace di Roma.

Per realizzare compiutamente il trasferimento dell’uomo nel suo Paese è stato necessario ottenere la conferma formale della sua esatta identità attraverso un apposito lasciapassare dal Consolato tunisino in Genova. Contestualmente agenti di Polizia Giudiziaria del Commissariato si sono attivati per il nuovo rintraccio del cittadino tunisino, che è avvenuto nel pomeriggio del 3 marzo. Dopo la convalida del provvedimento di espulsione da parte del Giudice di Pace di Forlì, due operatori dell’Ufficio Immigrazione della Questura hanno accompagnato l’uomo all’aeroporto di Bologna e da lì, imbarcatisi con lui sul volo della compagnia aerea battente bandiera tunisina, lo hanno scortato fino a Tunisi, per poi rientrare in Italia con il primo volo utile.

Esprime soddisfazione per il buon esito dell’operazione il Questore della provincia di Forlì Cesena, Lucio Aprile: “Molto spesso la Polizia di Stato è chiamata a svolgere attività complesse e delicate anche soltanto per allontanare dal nostro territorio, osservando le procedure di legge, persone pericolose per la sicurezza pubblica e che non hanno titolo per rimanervi. In questo caso siamo convinti che lo sforzo fatto abbia consentito l’allontanamento di una persona che avrebbe continuato a perpetrare ulteriori azioni criminali nella zona del Cesenate”.   

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