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Come difendere Cesena da una piena del Savio? Ecco cosa si sta facendo

Quasi 3 milioni di euro per la prevenzione del rischio idrogeologico a Cesena. E' questo l'ammontare complessivo delle opere già realizzate, in fase di realizzazione o di progettazione a difesa del territorio cesenate

Quasi 3 milioni di euro per la prevenzione del rischio idrogeologico a Cesena. E’ questo l’ammontare complessivo delle opere già realizzate, in fase di realizzazione o di progettazione a difesa del territorio cesenate, a cui si aggiungono le cifre destinate per le manutenzioni ordinarie. Se n'è parlato in Comune a Cesena, mentre in altre parti d'Italia, in Liguria in particolare, si susseguono i disastri idrogeologici.

A Cesena, fra le opere ormai completate ricordiamo la realizzazione della cassa di espansione del fiume Savio nell’area di Ca’ Bianchi, grazie alla quale, in caso di piena del fiume, l’acqua troverà una ‘valvola di sfogo’, defluendo in quest’area di circa 16 ettari predisposta proprio per essere inondata in caso di bisogno. Sono invece in fase di progettazione gli interventi di consolidamento per la frana di Montevecchio e per quella di Borello.

Sono solo alcuni dei dati forniti venerdì mattina nel Palazzo Comunale di Cesena per presentare il sistema di sistema di prevenzione del rischio idrogeologico da parte dei tre enti che se ne occupano Comune, la Regione attraverso il Servizio Tecnico di Bacino Romagna e il Consorzio di Bonifica della Romagna.

I REGOLAMENTI DEL COMUNE - Accanto al Piano Comunale di Protezione Civile (che definisce le modalità di intervento del Comune nelle situazioni di emergenza), sono stati messi a punto piani specifici per le varie situazioni di rischio, tra cui il Piano relativo al rischio idrogeologico. Inoltre, sul fronte dell’attività di prevenzione, va ricordato il “Regolamento sulla gestione dei suoli a prevenzione del rischio idrogeologico e a tutela del territorio”, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale il 31 luglio 2014 ed entrato in vigore il 1 agosto.

Nel concreto, il regolamento fissa le regole per garantire il corretto deflusso e smaltimento delle acque tramite la realizzazione ed il mantenimento di idonea rete di regimazione, l’adozione di tutti gli accorgimenti necessari alla limitazione dell'erosione del suolo, in particolare per quanto riguarda la coltivazione dei fondi agricoli, il convogliamento corretto di tutti gli scarichi delle acque piovane in superficie verso tombinamenti, fossi stradali o nella rete idrografica naturale, comunque sempre allontanate in maniera controllata

PROTEGGERCI DA UNA EVENTUALE PIENA DEL SAVIO - L’attività del Servizio Tecnico di Bacino Romagna, ente che fa capo alla Regione, consiste nel progettare ed attuare gli interventi di difesa del suolo. Attualmente sono appena state concluse o sono in corso di realizzazione opere di assetto idraulico per 1 milione 300mila euro (fra esse la Cassa di espansione Ca Bianchi, per un importo di 600mila euro e l’adeguamento della sezione del fiume Savio a monte del Ponte Vecchio per un importo di 400mila euro), mentre si stanno progettando altri interventi (fra cui il secondo stralcio di adeguamento della sezione del Savio per altri 300mila euro).

Tra gli interventi intensivi si collocano i lavori per l’adeguamento della sezione di deflusso del fiume Savio alla portata con tempo di ritorno pari a 200 anni (tratto a monte del Ponte Vecchio). Rientra, invece, fra gli interventi estensivi la creazione di un sistema di casse di espansione sul fiume Savio a monte dell’abitato di Cesena attraverso la realizzazione di 3 aree di laminazione: in località Ca’ Bianchi e La Palazzina e in località Il molino (in fase di autorizzazione). Tali interventi sono realizzati in sinergia tra le attività produttive locali (società di estrazione di materiali inerti), il Servizio Tecnico di Bacino e il Comune, e comportano costi di realizzazione estremamente contenuti per la pubblica amministrazione. In questi giorni è stato concordato tra Regione e Rete Ferrovie Italia un piano degli interventi sui punti di maggiore criticità (fra cui il ponte ferroviario sul Savio a Cesena) ed una procedura di coordinamento per la gestione delle emergenze in caso di eventi di piena.

IL PROBLEMA DELLA VEGETAZIONE NEI FIUMI - Spiega a riguardo la nota del Comune: “Sono in via di definizione anche alcune soluzioni per affrontare più adeguatamente il problema della vegetazione che costituisce un ostacolo al deflusso delle acque nell’ alveo e sulle scarpate. Già oggi, seppur con minime risorse il Servizio Tecnico è in grado di provvedere ad interventi puntuali per la riduzione del rischio con “il servizio di piena”, ma per migliorare la situazione si punta a semplificare le procedure per la raccolta della legna depositatasi in alveo, mentre è allo studio un progetto preliminare complessivo per tagliare gli alberi che compromettono il deflusso dell'acqua”.

CONSORZIO DI BONIFICA - L’attività del Consorzio di bonifica è una componente per la prevenzione del rischio idrogeologico. Il Consorzio gestisce e mantiene in corretto esercizio una rete di canali e rii che, nel solo Comune di Cesena, ha una lunghezza di 270 Km. Effettua anche lo sfalcio delle erbe infestanti, che è eseguito da due a quattro volte l’anno nei canali del cesenate, con un aumento della frequenza nei centri abitati. Le attività straordinarie che il Consorzio esegue con fondi propri sono principalmente la ripresa di movimenti franosi spondali con opere di sostegno. Per le attività di manutenzione ordinaria/straordinaria sopra descritte, nel solo Comune di Cesena, vengono investiti circa 350.000 Euro all’anno e non è raro che tale importo sia incrementato in occasione di eventi meteorologici dannosi.

Nel 2014, per esempio, a seguito dell’evento eccezionale del 15/06/2014 che ha duramente colpito le frazioni di San Vittore e Tipano, il Consorzio ha immediatamente stanziato con delibere d’urgenza ulteriori 70.000 euro sul proprio budget di previsione annuale, per il ripristino dei dissesti verificatisi nella rete consortile, con particolare riferimento alle situazioni critiche rilevate sul bacino del Rio dell’Acqua (consolidamenti spondali lungo la S.P. San Vittore ed allargamento dell’alveo con protezione in massi ciclopici a monte di via del Rio), del canale Laghetto (loc. Tipano) e dei canali Ancona 1 e Ancona 2 (Zona Via Savio-Via Ancona).

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