Crisi idrica in Appennino, misura anti-siccità: autorizzati prelievi d'acqua straordinari

Gli assessori Gazzolo e Caselli: "La scelta della Giunta dopo il via libera dell'Osservatorio sugli utilizzi idrici. Misura straordinaria, applicabile solo a particolari situazioni di difficoltà"

Via libera a prelievi d’acqua controllati in alcuni tratti di corsi d’acqua dell’Appennino romagnolo. Obiettivo, il contrasto della crisi idrica estiva che sta mettendo in difficoltà l’agricoltura di diverse aree di quelle zone. Lo ha deciso martedì la Giunta regionale, per consentire, in via straordinaria, di effettuare prelievi di acqua per affrontare i problemi generati dalla siccità per diverse colture.  

“Si tratta di un provvedimento straordinario - spiegano Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente e Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura - che abbiamo ritenuto necessario assumere dopo che l'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto idrografico del fiume Po, che si è riunito nei giorni scorsi, ha certificato l’esistenza di criticità in alcuni territori non serviti da una irrigazione strutturata”.

"Naturalmente - proseguono Gazzolo e Caselli - le richieste di prelievo in deroga dovranno essere assolutamente circostanziate e motivate. Le pratiche saranno valutate e gestite da Arpae, in accordo con il Servizio competente per la pianificazione della risorsa idrica della Regione".

"Resta inteso - concludono - che i prelievi d’acqua non potranno in alcun modo interferire con quelli destinati all’uso potabile, né pregiudicare il raggiungimento e il mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale". Il provvedimento della Giunta, che comunque potrà essere ritirato se le condizioni climatiche e idrologiche cambieranno rispetto alla situazione con cui oggi si deve fare i conti, resterà in vigore fino al 30 settembre.

Le richieste

Le richieste da inviare alle Strutture autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae competenti per territorio, dovranno precisare e documentare le necessità idriche, la stima del fabbisogno per il completamento del ciclo produttivo, i dati relativi ai quantitativi d’acqua prelevati e da prelevare e le misure di mitigazione individuate per non compromettere l’ecosistema fluviale.

In attesa delle piogge

Nel fine settimana è atteso un peggioramento meteo, con precipitazioni a carattere temporalesco. Attualmente la situazione alla diga di Ridracoli è tranquilla: il volume dell'invaso supera i 19 milioni di metri cubi, con il livello a 542 metri. La portata del fiume Bidente a Santa Sofia è di 203 litri al secondo.

Coldiretti

"La possibilità di tornare ad attingere acqua dai fiumi della Romagna salva le produzioni agricole di questa area", afferma Coldiretti Emilia Romagna, esprimendo "soddisfazione" per la decisione dell’amministrazione regionale di concedere, in deroga al deflusso minimo vitale (Dmv), la possibilità di attingere acqua dai fiumi romagnoli per irrigare le colture di qualità della zona, dai frutteti ai vigneti, fino ai foraggi per l’alimentazione del bestiame.

"La decisione della Regione – informa Coldiretti Emilia Romagna – risponde all’appello fatto proprio da Coldiretti per salvaguardare i raccolti dell’area romagnola, sotto scacco per il caldo del periodo e per la mancanza di un adeguato apporto idrico, fondamentale per una produzione di qualità. In particolare Coldiretti sottolinea l’impegno del governatore Stefano Bonaccini che, riconoscendo la situazione di emergenza, ha anticipato ad oggi la riunione della Giunta regionale in precedenza già fissata per il 27 agosto".

"Pur non trovandoci di fronte ad una situazione di siccità come quella del 2017 - spiega Coldiretti Emilia Romagna - l’andamento di questa estate ha messo in evidenza ancora una volta che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore agroalimentare. Di fronte alla tropicalizzazione del clima – sostiene Coldiretti regionale – se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con adeguati interventi strutturali di risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, come bacini aziendali, utilizzo di ex cave e casse di espansione dei fiumi".

 

 

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