CRC, azioni contro i vecchi vertici. La Fondazione si astiene: "Non avevamo i documenti"

La Fondazione di Cesena, che prima della crisi possedeva il 48% delle azioni, la fetta più grande, si è astenuta. A motivare l'astensione è stato il presidente della Fondazione

L'esito dell'assemblea che si è riunita  mattina per concedere o meno l'azione di responsabilità per alcuni vertici della Cassa di Risparmio di Cesena è stato chiaro, ma come hanno votato le tre Fondazioni bancarie? Mentre la Fondazione Cassa di Risparmio e del Monte di Faenza non era presente, quella di Lugo ha votato compatta a favore, per procedere con l'azione di responsabilità. La Fondazione di Cesena, invece, che prima della crisi possedeva il 48% delle azioni, la fetta più grande, si è astenuta. A motivare l'astensione è stato il presidente della Fondazione, Guido Pedrelli. 

"Per esprimere un parere avremmo dovuto essere a conoscenza dei fatti specifici sui quali si andrà a richiedere l'azione di responsabilità ma visto che, pur avendo avuto un anno e mezzo a diposizione solo martedì pomeriggio la Banca ci ha dato il permesso di di visionarli, non siamo riusciti a entrare nel merito dei fatti e così abbiamo preferito asternerci". L'azione di responsabilità, infatti, non viene mossa su una malagestione generale, ma su precisi fatti, tipo il prestito concesso a un cliente che si sa essere senza garanzie, o a un amico. Precisi fatti individuati dallo studio Chiomenti ma che, fino a martedì pomeriggio, non erano stati divulgati alle relative Fondazioni. "Ci hanno chiamato alle 16 di ieri - precisa il presidente - e in più ci è stato detto che non era possibile fare fotocopie. Per impegni inderogabili abbiamo dovuto saltare e così, non sapendo su cosa stavamo dando un giudizio, abbiamo preferito non esprimere un parere". 

Ma garantiscono che non si è trattato di una "copertura" o dell'incapacità di puntare il dito contro gli ex. La discontinuità tra la vecchia gestione e l'attuale è chiarissima ed evidente. La Fondazione ha perso 110 milioni. Ora, comunque, la decisione finale spetterà al nuovo Cda di Cariparma che si insedierà il 1 gennaio 2018. E' ovvio che la delibera di oggi viene ereditata e quindi con molta probabilità dovranno tenerne conto, ma tutto (come la richiesta di assumere un nuovo consulente per stabilire i danni) verrà trattato nuovamente nell'anno nuovo. 

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