Comune obbligato a pagare le spese legali di Davide Fabbri: "E lo bollano come privilegio"

“Il vicesindaco Carlo Battistini apostrofa il risarcimento “dovuto” a Davide Fabbri quale “privilegio” e rincara la dose ricordando che il peso di tale risarcimento ricadrà sulla collettività (ricatto morale?)"

Davide Fabbri, blogger ed ex consigliere comunale, per effetto di una sentenza si vedrà rimborsato dal Comune 10.600 euro di spese legali che si è visto costretto ad anticipare per una querela per diffamazione risalente a diversi anni fa, collegata alla sua attività di battagliero consigliere comunale sempre in prima linea. Il rimborso è stato oggetto di una delibera di variazione di bilancio discussa giovedì pomeriggio in Consiglio comunale, oggetto di polemica. 

Per Davide Fabbri, infatti, “il diritto al rimborso alle spese legali di un amministratore nasce, in democrazia, dal dovere della pubblica amministrazione di tutelare l'esercizio della dialettica politica, soprattutto dei membri delle minoranze”. Però “questo semplice enunciato è stato rimosso giovedì sera dai rappresentanti politici della Giunta di Paolo Lucchi e da chi la sostiene: il PD.  La dichiarazione che il vicesindaco di Cesena Carlo Battistini ha rilasciato ieri in Consiglio comunale, a commento della scelta di non presentare appello verso la recente sentenza del Tribunale civile di Forlì che obbliga il Comune al risarcimento di € 10.600 nei miei confronti, ha i contorni del delirio politico e deve far riflettere”.

Aggiunge Fabbri: “Il vicesindaco Carlo Battistini apostrofa il risarcimento “dovuto” a Davide Fabbri quale “privilegio” e rincara la dose ricordando che il peso di tale risarcimento ricadrà sulla collettività (ricatto morale?). A supporto di quest’idea, Carlo Battistini adduce una questione di date di adozione del regolamento comunale circa l’estensione della tutela legale agli amministratori, ma è una chiara e poco onesta forzatura politica, un’ostinazione a non voler riconoscere a Davide Fabbri gli stessi diritti di espressione che non solo i regolamenti comunali, ma il comune senso democratico tutela”.

“Il Vicesindaco dovrebbe sapere che esiste un art. 51 della Costituzione: "Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge", introdotto per consentire ai titolari di una carica pubblica di non sopportare gli effetti svantaggiosi o dannosi dell'attività da essi legittimamente svolta in favore di altri soggetti (la collettività). E' molto probabile che non l'abbia letto, perchè ha dimostrato di non essere neanche a conoscenza del regolamento comunale che assieme alla Giunta sta utilizzando da anni per tutelare i consiglieri e gli Assessori comunali nell'esercizio del mandato. Di più. Non ha letto neanche la sentenza del Giudice che non si è affatto pronunciata sul cambiamento normativo in materia di tutela legale, ribadendo una giurisprudenza favorevole al riconoscimento delle spese”.

Ed infine: “Resta evidente l’accanimento verso di me da parte del partito egemone uscente, che ha troppe volte caratterizzato la sua politica con la ben nota tattica dei due pesi e delle due misure, che ha fatto sperperare altri soldi alle casse comunali per la mancata applicazione di un regolamento comunale (chi risarcirà i cittadini cesenati di questo spreco?). Si tratta quindi di un tentativo disperato per non voler fino in fondo ammettere i madornali errori commessi dall’uscente amministrazione. Un tentativo delirante, appunto, di salvare la faccia del PD e del suo padre-padrone, il sindaco Lucchi, giunto in prossimità della fine del suo ultimo mandato”.

“Si fa infine notare la differenza di stile e di consapevolezza democratica fra la Giunta di Giordano Conti e la Giunta di Paolo Lucchi. Per un caso precedente assolutamente identico del 2005 - stessa fattispecie, stessa normativa, stessa giurisprudenza, stessi orientamenti del Ministero degli Interni - (SAPRO querelò Davide Fabbri per alcune dichiarazioni fatte in Consiglio comunale, SAPRO poi ritirò la querela), Davide Fabbri venne legittimamente rimborsato delle sue spese legali sostenute per difendersi da accuse infondate. La Giunta di Giordano Conti nel 2005 riconobbe il diritto al beneficio richiesto”.

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