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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Cesena scopre un tesoro: la Chiesa di Santa Cristina

La Chiesa di Santa Cristina conosce un nuovo splendore. Dopo un restauro lungo cinque anni, il Pantheon in miniatura, incastonato nel cuore della città, sarà inaugurata il 21 marzo alle 21

La Chiesa di Santa Cristina, sita in via Chiaramonti, conosce un nuovo splendore. Dopo un restauro lungo cinque anni, il Pantheon in miniatura, incastonato nel cuore della città, sarà inaugurata il 21 marzo alle 21. Il disegno originale della Chiesa porta la firma del celebre architetto pontificio Giuseppe Valadier che iniziò i lavori nel 1816 demolendo la vecchia chiesa canonica. Dopo Sant'Agostino, San Zenone, ora la città riscopre uno dei suoi tesori che, nonostante sia di proprietà della Curia, è un bene prezioso per la collettività.

Le opere di restauro sono state commissionate allo studio Ceredi che, in cinque anni di lavoro, ha riportato in vita una struttura che rischiava di cedere il passo, in maniera irreversibile, allo scorrere del tempo. E' stata completamente messa a nuovo anche nella parte sottostante, dove una rete di cunicoli, ospiterà l'archivio della diocesi di Cesena Sarsina con tutti i volumi fino al 1900. Sotto alla Chiesa, in corrispondenza della cupola, c'è un base in mattoni a vista molto imponente che sorregge tutto l'edificio. Anche questa è stata ristrutturata rispettando il suo stile originario.

Santa Cristina oggi

Se la parte in vista, sia all'esterno che all'interno della Chiesa, è in stile neoclassico, il basamento ricorda maggiormente quello romano per la sua imponenza e scarsezza di elementi. Il grande “occhio” posto al centro della cupola irradia tutta la Chiesa anche grazie al colore in similmarmo delle pareti che riflette la luce.

Per portare a compimento i lavori è stato necessario un investimento pubblico-privato di 1 milione e 375mila euro. Sono stati messi sul piatto dalla Cei (300mila euro), da Arcus (350mila) da Unicredit (200mila). La Diocesi di suo ha investito 400mila euro mentre altri 200mila sono stati promessi dalla sovrintendenza, ma per il momento anticipati dalla Curia.

La Chiesa è consacrata, ma non ospiterà la Santa Messa se non in occasioni particolari. La sfida che si sono imposti Diocesi e Comune è quella di rendere pubblico l'edificio anche con mostre ed eventi che si adattino al luogo che li ospita. Un ambiente quindi non solo visto ma anche utilizzato. Il sindaco Paolo Lucchi, in tandem con l'Assessore alla cultura Elena Baredi, hanno confermato questo intento dichiarando di stare pensando a come valorizzare e pubblicizzare la ritrovata Chiesa di Santa Cristina.

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