Cesena pronta a celebrare il 76esimo anniversario della Liberazione: il programma

Tra le iniziative in calendario anche la proiezione di un film documentario sulla comunità Sikh che contribuì ad aiutare gli alleati contro il nazi-fascismo

"L’immigrazione in Italia è un fenomeno complesso eppure la sua comprensione può essere aiutata da elementi come la memoria e la consapevolezza storica". Con queste parole prende avvio il docufilm “Khalsa. I Sikh in Italia dal 1944 a oggi”, di Alessandro Quadretti, che martedì prossimo, nell’ambito delle iniziative programmate per il 76esimo della Liberazione di Cesena dall'occupazione nazi-fascista, sarà proiettato nella Sala Sozzi del Palazzo del Ridotto dalle 20,30. Al termine della proiezione il regista dialogherà con Domenico Guzzo, Codirettore dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena (è obbligatorio prenotarsi scrivendo una mail a istorecofo@gmail.com o contattando il 0543 28999).

Le celebrazioni del 20 ottobre prenderanno avvio alle 11 di martedì sotto il Loggiato del Municipio con la deposizione della corona di alloro sulla lapide a Cesena Medaglia d'argento al Valor militare da parte del Sindaco Enzo Lattuca. Dalle 8 della stessa giornata inoltre saranno deposte corone nel Cimitero Militare degli Alleati, al Monumento al Partigiano in Viale Carducci, sulla Lapide a Mario Guidazzi (in Corso Cavour, 157), sul Monumento ai Caduti di Cefalonia (in Viale Carducci), sulla Lapide in ricordo degli Ebrei caduti e deportati per motivi razziali (Piazza Almerici), sulla lapide ai Caduti partigiani nel Loggiato del Palazzo Comunale, sulla lapide alle Vittime civili di guerra nell'Atrio del Palazzo Comunale, nello Sferisterio della Rocca, sul Monumento alle vittime di Ponte Ruffio.

Il film doc

Il lavoro, scritto e prodotto dallo stesso regista per Officinemedia, parte dal presupposto che quasi settant’anni fa i soldati Sikh contribuirono in modo determinante all'avanzata degli eserciti alleati e alla sconfitta del nazi-fascismo. Oggi le loro comunità in Italia sono forti e numerose, anche se pochi sanno che i migranti di oggi discendono dai liberatori di allora. In un Paese democratico, ma troppo spesso segnato da episodi di razzismo e di intolleranza, diventa fondamentale ricostruire un legame tra presente e passato, utile a rendere il cittadino italiano consapevole che la storia della Seconda guerra mondiale fu scritta anche da popoli non occidentali, tra questi i Sikh. Da secoli conosciuti come grandi guerrieri, nel 1944-1945 si distinsero per coraggio e umanità, sono ricordati nei territori liberati come soldati valorosi e rispettosi delle popolazioni civili. Dopo vari decenni,  molti Sikh emigrarono in Italia, convergendo prevalentemente al nord e al centro della nostra penisola. Data la loro grande capacità nel gestire e curare i bovini, per loro animali sacri, lavorano in gran numero nel settore caseario. Oggi, affidandosi alla comunicazione audiovisiva, è stato possibile ricostruire e ricordare gli eventi bellici che videro protagonisti i Sikh in Italia e specialmente in Romagna, con lo scopo dichiarato di contribuire in modo determinante a una definitiva e stabile integrazione.

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