"Certezza della pena": l'associazione Vittime riporta all'attenzione i temi della giustizia

“In un paese civile – spiega il consigliere provinciale - Lina Amormino, presente alla Camera dei Deputati - la certezza della pena è prima di tutto un diritto che deve essere garantito"

Le vittime, i loro familiari, e tutti i componenti dell'Unione Nazionale Vittime, si sono riuniti giovedì a Roma alla Camera dei Deputati dalla presidente nazionale Paola Radaelli per chiedere al Governo Italiano "che non sia calpestato un diritto che l’Unione Europea ci chiede di difendere dal 2004 e che in Italia continua a non essere recepito: diritto di giustizia e certezza della pena". Nell'occasione è stata rilanciata con forza temi di grande importanza soprattutto in relazione alla revisione del rito abbreviato nei casi di tentato omicidio e omicidio.

“Nel nostro Paese, infatti, il giudizio abbreviato è un procedimento penale speciale, previsto dagli articoli 438 e seguenti del Codice di procedura penale, che comporta, per il reo, nell’eventuale sentenza di condanna, che la pena irrogata sia ridotta in concreto di un terzo – hanno spiegato da Uniavi - Ultimo aspetto della sollecitazione che rivolgiamo alle Istituzioni è affinché l’Italia recepisca integralmente la Direttiva Europea 2004/80 con la legge 122 che riconosce l’accesso all’indennizzo equo e adeguato al pregiudizio sofferto indipendentemente dal luogo dell’Unione Europea in cui il reato è stato commesso. L’emendamento approvato consente dunque al nostro Paese di essere più coerentemente in linea”.

Sono stati ricordati alcuni tragici fatti di cronaca che nei prossimi giorni andranno in giudizio. Unavi ha fatto sapere che parteciperà accanto alle famiglie nel ricordo delle vittime affiancandole per la richiesta di giustizia quanto mai dovuta. I coniugi Solano, barbaramente uccisi nella loro villetta a Palagonia, l’omicidio di Pietro Raccagni, a cui è stata strappata la vita durante una rapina nella sua abitazione, l'assassinio di Francesco Maria Pennacchi aggredito e ucciso con un coltello di fronte alla porta del suo studio di commercialista.

“In un paese civile – spiega il consigliere provinciale - Lina Amormino, presente alla Camera dei Deputati - la certezza della pena è prima di tutto un diritto che deve essere garantito. Stride che si debba ricorrere a conferenze stampa, ad appelli al Presidente della Repubblica, per riportare l'attenzione sui principi come quelli della giustizia e della legalità: è ancora una volta un paradosso tutto italiano. Tutelare i cittadini in questo caso significa ridare dignità alle vittime, alle persone a cui è stata strappata la vita, sostenere i parenti e i loro cari in tutto e per tutto. Garantire giustizia, certezza della pena, è un dovere dello Stato, è l'unico strumento con cui si può combattere la sfiducia che gli italiani hanno ormai nei confronti delle istituzioni è l'unico modo con cui si può contrastare il forte senso di abbandono con cui i parenti e familiari delle vittime devono fare i conti ogni giorno”.

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