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Cave di amianto sull'Appennino, "bisogna chiuderle"

“Arrivare al più presto ad una graduale chiusura e alla successiva riconversione delle cave di amianto” presenti sull’Appennino": è quanto prevede la risoluzione approvata nella seduta dell'Assemblea Legislativa

“Arrivare al più presto ad una graduale chiusura e alla successiva riconversione delle cave di amianto” presenti sull’Appennino; “intervenire con urgenza presso i Comuni e le Ausl della Romagna per la bonifica immediata delle superfici in cemento-amianto friabile sfaldatesi in occasione delle recenti nevicate” e “attivarsi affinché nel prossimo decreto ministeriale sul fotovoltaico vengano confermati gli incentivi per chi installa impianti sugli edifici in sostituzione di coperture in cemento-amianto”: è quanto prevede la risoluzione approvata nella seduta di ieri dall’Assemblea legislativa.

Il documento, presentato da una decina di consiglieri della maggioranza – primo firmatario Gian Guido Naldi (Sel-Verdi) – impegna la Giunta a introdurre al più presto nuove norme allo scopo di giungere ad una graduale chiusura delle cave di rocce ofiolitiche, nel ventennale dell’approvazione della Legge 257/1992, con la quale si è vietata la produzione, l’importazione e la commercializzazione in Italia dell’amianto o di materiali contenenti amianto. La risoluzione riporta inoltre i dati sanitari ricavati dal Registro nazionale mesoteliomi: 9000 casi di tumore censiti dal 19943 al 2004, di cui 1007 relativi a cittadini emiliano-romagnoli.
 

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