Vespe e calabroni impegnano i Vigili del Fuoco: "Nessun esemplare killer"

Come comportarsi? Abbiamo chiesto a Claudio Venturelli entomologo dell'Ausl, autore di libri famosi come "Questione di culex" sulle zanzare e "Il santuario dei cetacei", qualche consiglio

Nelle ultime settimane i Vigili del fuoco sono stati chiamati a un intenso lavoro quotidiano per nidi di vespe e calabroni. Ogni giorno sono decine le chiamate di persone che, aprendo una finestra sempre chiusa, hanno trovato sulla tapparella un bel ritrovo di insetti, oppure entrando nella soffitta, hanno avuto una sorpresa inaspettata. Insetti che, ovviamente, non gradiscono essere disturbati e più ancora veder distruggere la propria casa realizzata con tanta pazienza. Ma come comportarsi? Abbiamo chiesto a Claudio Venturelli entomologo dell'Ausl, autore di libri famosi come "Questione di culex" sulle zanzare e "Il santuario dei cetacei", qualche consiglio per affrontare il problema calabroni e vespe. Venturelli, oltre a essere uno scienziato ed esperto della propria materia, è un grande appassionato del proprio lavoro, capace di divulgare argomenti difficili nel modo più gradevole e chiaro possibile . 

Dottor Venturelli perché quest'anno sembra che ci siano più calabroni e vespe in giro? 
"Penso che il caldo prolungato faccia la sua parte ma ho idea che la notizia, girata a inizio estate in città, relativa a un avvistamento di calabrone asiatico (chiamato anche calabrone killer) abbia suggestionato molto le persone. Invece è importante, per chiarezza, informare che non è stato mai rinvenuto alcun esemplare di questo tipo di calabrone e che qui non esistono". 

Ma cosa bisogna fare quando ci si trova davanti a un nido inaspettato?
"Se il nido - che può arrivare anche a mezzo metro di grandezza e, a guardarla da vicino, è una bellissima opera di ingegneria - si trova in un luogo che non viene utilizzato dalle persone si può anche lasciar lì: in autunno sia calabroni che vespe moriranno e il nido si potrà rimuovere senza problemi. Se altrimenti è in un luogo frequentato si deve assolutamente chiamare qualcuno, o una ditta specializzata o i vigili del fuoco, per rimuoverlo. Chi, invece, vuole farlo da solo deve indossare una tuta da agricoltore, perché il pungiglione, eventualmente l'insetto volesse usarlo, trapassa anche camicia e maglietta". 

Dove fanno il nido preferibilmente?
Vespe e calabroni lo fanno nelle soffitte, sopra le tapparelle, dentro le canne fumarie (uno non se ne accorge subito ma quando a fine settembre - non oltre - va per accendere il fuoco le vespe si arrabbiano molto e diventano pericolose), nei capanni fuori casa e anche sotto terra. Le api fanno nidi molto più grandi ed è difficile trovarli in questi luoghi. 

Che differenza c'è tra ape, calabrone e vespa? 
Hanno lo stesso colore e forma ma i calabroni possono raggiungere una lunghezza di 2 centimetri e oltre, mentre le api e le vespe sono più piccole, non superano il centimetro. Calabroni e vespe sono carnivore, si alimentano e alimentano i loro piccoli con le larve di altri insetti, mentre le api sono vegetariane. 

E le punture? Cosa bisogna fare per non incorrere in uno shock anafilattico? 
La prima puntura solitamente, sia di vespa che di calabrone o ape, non dà shock anafilattico. E' la seconda o la centesima che potrebbe dare una reazione importante perché il veleno introdotto non viene metabolizzato dal nostro corpo. Si accumula e, pur non recando fastidi particolari, quando viene reintrodotto nel nostro organismo potrebbe creare reazione. Chi sa di avere parenti allergici o ha avuto una particolare reazione la prima volta che è stato punto (sudorazione, affanno) può fare i test allergici per capire se è sensibile oppure no. Nel caso deve innanzitutto evitare punture o chiedere al farmacista quale farmaco portare con sè. E' fondamentale agire nei primi minuti dalla puntura". 

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