Approvato il biotestamento, Gozi: "Una norma di civiltà, vinta la battaglia di Denis Ugolini"

È un atto di civiltà, una norma di libertà attesa forse fin troppo", commenta Sandro Gozi

Nella foto Denis Ugolini

L’aula del Senato ha approvato il provvedimento sul biotestamento, che ora è legge dello Stato. "È un atto di civiltà, una norma di libertà attesa forse fin troppo, ma che riconosce alle persone il diritto di esprimere la propria volontà e pone un divieto all’accanimento terapeutico - commenta Sandro Gozi, Sottosegretario agli Affari Europei -. In questo momento il mio pensiero va a un caro amico, Denis Ugolini, che ha dedicato a questa battaglia gli ultimi mesi della sua vita, firmando a Cesena il primo testamento biologico più di un anno fa. Allora c’era un vuoto legislativo, ora è stato colmato. La battaglia di Denis è stata vinta, il nostro paese ha un diritto in più".

Si tratta, spiega il deputato Marco Di Maio, di "una giornata importante per i diritti civili. Diventa realtà un provvedimento che da moltissimi anni era rimasto solo tema per convegni e dibattiti, nonostante gli annunci di molte forze politiche". Da qui in avanti, afferma il deputato, "nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona interessata. Ogni persona ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi terapia o di revocare il consenso prestato. Il medico, in ogni caso, deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente anche in caso di rifiuto o revoca del consenso al trattamento sanitario indicato". Si tratta, conclude, di "una conquista di civiltà".

Il Pd

"Per la convocazione del prossimo Consiglio Comunale, il nostro gruppo consiliare del Partito Democratico stava predisponendo un Odg in merito alla tematica del Biotestamento, invitando il Parlamento a concludere il suo percorso prima del termine della XVII legislatura; Odg ormai superato dai fatti, ma naturalmente non ce ne dispiace - annuncia Enrico Rossi -. Il Comune di Cesena già da tempo ha adottato negli anni diverse forme di volontà a garantire scelte per il fine vita, dal dicembre 2012 chi si reca all’anagrafe per richiedere o rinnovare la Carta d’Identità può contestualmente segnalare il suo consenso a donare gli organi; la sua adesione è trasmessa in tempo reale al Sistema Informativo Trapianti del Ministero della Salute e al cittadino è rilasciato un documento che attesta la volontà espressa; questa iniziativa è appoggiata da Aido e le altre associazioni locali che si occupano di donazioni. Cesena è stato il primo Comune in Emilia Romagna e uno dei primi in Italia, dopo Perugia e Terni, che ha avviato questa sperimentazione, mettendo in pratica quanto previsto fin dal 2010 nel mille proroghe".

Prosegue Rossi: "Il 17 febbraio 2016, la Giunta Comunale ha deliberato l’approvazione del Registro dei Testamenti Biologici, con annesse le modalità di funzionamento dello stesso, stimolata anche dalle volontà del compianto con un passato da Onorevole Denis Ugolini. I cesenati da quella data possono già esprimere la loro volontà di essere sottoposti o meno a trattamenti medici in caso di malattie o traumi che determinino la perdita di coscienza o una situazione di incapacità irreversibile della persona, rendendo la Dat (dichiarazione anticipata di trattamento) davanti ad un notaio o scrivendola di proprio pugno per poi depositarla sempre allo stesso, o a un depositario o fiduciario, non violando la competenza statale, poiché il Comune raccoglie e archivia le dichiarazioni, mentre la certificazione spetta al notaio o medico. Con la votazione al Senato che si è tenuta nella seduta di oggi, il Biotestamento è legge. Salutiamo con favore questo lungo iter parlamentare che si è concluso nella giornata odierna, che finalmente compensa un vuoto legislativo presente da sempre nel nostro ordinamento giuridico;  fa piacere che nel nostro Comune gli atti svolti precedentemente possano essere serviti come stimolo ad andare nella direzione appena intrapresa a livello nazionale, con elementi come ad esempio la DAT, dando possibilità a una persona in vita della scelta di cosa voglia fare delle proprie cure, potendosi affidare a un fiduciario, evitando così l’accanimento terapeutico".

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