Alferello, Bulbi taglia corto: "Regione, comune e comitato allo stesso tavolo entro breve"

Il Consiglio Provinciale di lunedì 29 luglio ha trattato le interrogazioni dei consiglieri, dopo il dibattito sull'ordine del giorno relativo al futuro delle Province. E' stata portata al primo punto delle interrogazioni la questione dell'Alferello

Il Consiglio Provinciale di lunedì 29 luglio ha trattato le interrogazioni dei consiglieri, dopo il dibattito sull’ordine del giorno relativo al futuro delle Province. E’ stata portata al primo punto delle interrogazioni la questione dell’Alferello. La centralina idroelettrica dell’Alfarello è nuovamente al centro di un’interrogazione della capogruppo dell’Udc Maria Grazia Bartolomei. La consigliera, nel testo, riparte dalle ultime novità: “Le affermazioni dell’Assessore Muzzarelli per il quale l’autorizzazione è di competenza dell’Amministrazione provinciale a cui spetta anche la verifica del rispetto delle condizioni alle quali l’autorizzazione in questione è subordinata e dell’eventuale venir meno dei presupposti in base ai quali l’autorizzazione è stata rilasciata. In tale materia l’Amministrazione regionale non può sostituirsi a quella provinciale”, affermazioni poi seguite da una lettera del 9 luglio del dirigente regionale del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale.

Nell’interrogazione si ricorda che “alla Provincia di Forlì – Cesena non è mai pervenuta richiesta di rilascio dell’Autorizzazione Unica ai sensi del D. Lgs 387/2003 (ritenuta poi ricompresa nella VIA regionale) e della relativa proroga da parte della ditta proponente il progetto in oggetto” e che “la delibera regionale di VIA all’art.13 prescrive che l’Autorizzazione  Unica decada a tutti gli effetti, qualora l’impianto non sia realizzato entro 3 anni dalla data di efficacia della stessa”. Si chiede, con l’interrogazione, “quali iniziative l’Amministrazione intenda intraprendere per chiarire la vicenda nel complesso; se le autorizzazioni alla realizzazione dell’impianto in oggetto sono da considerarsi valide dopo il 30 marzo 2012, soprattutto per il mancato rilascio di formale proroga dell’Autorizzazione Unica Ambientale da parte della Provincia entro tale data; se la Regione è il soggetto deputato alla vigilanza sull’applicazione delle prescrizioni contenute nel provvedimento di VIA; se il D.Lgs. 28/2011, che introduce nell’ordinamento una disciplina relativa al regime sanzionatorio di natura amministrativa per i lavori realizzati in assenza di autorizzazione o in difformità rispetto alle prescrizioni in essa contenute è applicabile alla fattispecie in oggetto, ad esempio prevedendo il ripristino dei luoghi; quali provvedimenti l’Amministrazione intenda assumere al fine di assicurare il più efficace perseguimento dell’interesse pubblico in capo ad essa interrompendo una propria inazione che appare omissiva”.
 
Risponde l’assessore provinciale all’Ambiente Luciana Garbuglia: “Se dovessi dire cosa vorrei fare io, personalmente, vorrei andare su e fermare l’impresa, così da bloccare la situazione e guardarci dentro. Il problema è se lo posso fare o no, dal momento che si agisce in un quadro giuridico. Questa storia parte nel 2009 e ha una storia amministrativa dietro. Quali sono quindi gli ambiti in cui la Provincia può intervenire in modo legittimo. Non c’è una scarsa vigilanza delle autorità preposte: queste sono intervenute e hanno rilevato delle difformità. Qui la difficoltà è l’applicazione della norma e la legge non precisa quale vigilanza deve operare esattamente la Provincia. Il vulnus iniziale è che non possiamo controllare un’autorizzazione che non abbiamo rilasciato noi, ma la Regione. Non è che non c’è la  volontà di intervenire, ma non abbiamo strumenti giuridici per farlo. Nelle scatole cinesi di un’autorizzazione dentro l’altra non si capisce chi ha la responsabilità diretta”.
 
Sul tema è intervenuto anche il presidente della Provincia Massimo Bulbi: “Ci impegniamo ad organizzare qui lunedì prossimo un incontro con Regione, Comune, i consiglieri interessati e anche membri del Comitato, per capire una volte per tutte qual è lo stato dell’arte. Sarà una riunione aperta”.
 
Sul tema è stato presentato dai gruppi consigliari di Pd e PdL un ordine del giorno urgente collegato in cui si parte dal fatto che “la Regione Emilia-Romagna ci comunica che la proroga concessa il 29 febbraio 2012 relativamente alla procedura di VIA è da ritenersi efficace esclusivamente in riferimento alla VIA di competenza della Regione, non potendo la Regione sostituirsi all’Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena nelle materie di sua competenza”. Inoltre, si parte dall’assunto che la Regione “ribadisce l’esclusiva competenza della Provincia di Forlì-Cesena in materia di autorizzazione unica, nonché delle ricadute che le eventuali carenze in materia determinano sull’efficacia dell’atto autorizzativo”. Nell’ordine del giorno urgente si chiede alla Giunta “di attivarsi attraverso il proprio organo di Polizia Provinciale affinché siano verificate le regolarità degli aspetti di propria competenza”.
 
Sull’ammissibilità è intervenuto il capogruppo di PRC Pier Giorgio Poeta: “Dopo due anni di discussione di questo problema questo ordine del giorno è esagerato in quanto chiede al nostro organo consigliare di mandare la polizia provinciale a fare un controllo. Quest’ordine del giorno  allora comporta che c’è stata un’omissione di atti d’ufficio e che pertanto l’assessore Garbaglia si deve dimettere”.  Non è d’accordo Massimiliano Mazzotti, consigliere del Pd: “A leggere la corrispondenza con la Regione vi sono incertezze sulle competenze, quello che chiediamo è che la Polizia Provinciale vada a verificare gli aspetti di nostra competenza”. Sulla stessa linea Isabella Castagnoli: “L’ordine del giorno è chiaro, si chiede solo di verificare solo gli aspetti di propria competenza e solo e qualora vi siano”. Quindi Maria Grazia Bartolomei (Udc): “Vedo positivamente l’incontro di lunedì, ma ci vuole un po’ di coraggio: la Giunta deve decidere se ha qualche voce in capitolo su questa vicenda oppure no. L’attivare la Polizia Provinciale è solo un’azione mediatica”. Infine Giovanna Perolari (Gruppo Misto): “Non è la Regione che deve dire se la competenza è della Provincia, ma vi sono le risorse interne, come il segretario o i pareri legali. L’ordine del giorno è un rimpallo di responsabilità”. L’ordine del giorno, essendo presentato in corso della seduta del Consiglio, è stato sottoposto a giudizio di ammissibilità e giudicato ammissibile a maggioranza, ma non discusso in quanto posto all’ultimo punto degli argomenti in trattazione.
 

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