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Colpito con un fendente alla gola da un connazionale: arrestato l'aggressore

Colpito alla gola da un fendente di coltello: è grave un uomo di 28 anni, vittima di un’aggressione dai contorni ancora oscuri, avvenuta nel cuore della notte a Cesena

Colpito alla gola da un fendente di coltello: vittima di un’aggressione dai contorni ancora oscuri, avvenuta nel cuore della notte a San Mauro in Valle un 30enne tunisino. Il tutto si è verificato in via San Mauro, all’altezza del civico 487, alcuni minuti prima della mezzanotte tra venerdì e sabato. I soccorritori del 118 hanno portato il ferito all’ospedale Bufalini di Cesena con un codice di massima gravità. Sull’aggressione indagano i carabinieri della Compagnia di Cesena. In particolare il ferimento è avvenuto davanti al Caffè Loco, all’incrocio con via della Valle.

L’aggressione si è originata all’interno di una lite. L’apice del diverbio si è avuto quando un disoccupato tunisino di 34 anni, residente a Cesena, già noto alle forze dell'ordine ed in regola col permesso di soggiorno, ha tirato fuori un coltello a serramanico, colpendo alla gola il connazionale. Quest'ultimo, trasportato al Bufalini, è stato giudicato guaribile in 35 giorni. I carabinieri hanno lavorato tutta la notte per identificare l’aggressione, individuato ed arrestato: ora si trova in carcere a Forlì con l'accusa di tentato omicidio.

IL COMMENTO DI CONFCOMMERCIO - Per Aostino Alvisi, presidente di quartiere di Confcommercio Oltresavio Cesena, quanto accaduto è "un episodio molto grave, ma che purtroppo non coglie di sorpresa  chi abita e lavora nel territorio del consiglio di quartiere Oltresavio. In questa zona della città negli ultimi tempi si sono verificati alcuni episodi legati alla criminalità come ad esempio la spaccata dei giorni scorsi in di piazza Anna Magnani, il furto in una bar del Gratta e Vinci senza contare l'escalation di furti negli appartamenti e altri episodi che hanno creato un clima di diffusa inquietudine con risvolti negativi per la convivenza civile, perché quando non si è sicuri di poter passeggiare serenamente per strada o di stare tranquilli dentro casa o un locale si vive peggio".

"Confcommercio qualche anno fa ha creato il consiglio di quartiere di cui sono presidente, proprio perché noi commercianti possiamo portare un contributo alla vita della parte di città in cui lavoriamo. Io sono un barista, il titolare del bar Hemingway, amo il mio lavoro, credo nella sua funzione anche sociale - afferma Alvisi -. E' un grande dolore che sia verificata una lite dentro un esercizio pubblico, luogo di ospitalità per tutti gli avventori e questo episodio così grave  deve spingere chi amministra a  realizzare interventi seri per proteggere i cittadini di questo quartiere, troppo esposto alla criminalità".

Per Alvisi "servono subito telecamere, illuminazione più potente, controllo dei parchi (a partire dal parco per Fabio, dove vanno a giocare i nostri bambini), maggior controllo e presidio nel territorio. Il nostro obiettivo di consiglio di quartiere dei commercianti è di cooperare con quello di quartiere e di promuovere un incontro con tutti i partiti e le forze politiche sulla situazione del quartiere Oltresavio e su che cosa concretamente fare per alzare gli standard di sicurezza e di integrazione sociale dentro un territorio che oggi presenta troppi rischi e pericoli per chi ci vive e ci lavora. Sulla necessità di proteggere la sicurezza dei cittadini si parla molto, ma le parole senza fatti diventano fastidiose, se non odiose".

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