Il gioiello nascosto nell'Abbazia del Monte dove si restaurano libri antichissimi

E' una delle poche abbazie in Italia a ospitare un laboratorio simile che lavora anche con l'esterno, prendendo commissioni e valutazioni da pubblico e privati

All'interno dell'abbazia del Monte c'è un vero gioiello operativo, un attrezzatissimo laboratorio di restauro libri antichi. E' una delle poche abbazie in Italia a ospitare un laboratorio simile che lavora anche con l'esterno, prendendo commissioni e valutazioni da pubblico e privati.
Per motivi di conservazione dei documenti, le stanze che lo ospitano si trovano nelle stanze più fresche della struttura perché collocate nella parte bassa dell'abbazia.

Il prestigioso laboratorio è stato fondato nel 1960 da Dom Placido  Zucal, su proposta della Soprintendenza ai Beni Librari. Uno dei primi interventi di grande importanza, infatti, fu proprio il recupero del patrimonio librario colpito dall’alluvione di Firenze. In quell'occasione la struttura di Cesena collaborò anche con le Biblioteche e Archivi dell’Emilia-Romagna e di altre regioni, per il restauro di opere manoscritte e a stampa, come un autografo di S. Francesco d’Assisi o gli atlanti di Mauro Guidi. Attualmente è diretto dalla dottoressa in restauro di libri antichi Silvia Cecchini e altri due esperti collaboratori che si dedicano, come richiede lo stesso lavoro, con passione e un'attenzione certosina ai dettagli per dare nuova vita a libri antichi o addirittura a ricostruire pezzi di pagine andate perdute.

Mentre tutto fuori va veloce, dentro alle quattro mura in cui lavorano dalla mattina presto il tempo sembra fermarsi. L'attenzione ai minimi particolari e la cura con cui valutano un impercettibile segno, per noi profani senza senso ma per chi studia i libri antichi di vitale importanza, rallentano il trascorrere delle ore e modificano il respiro degli oggetti che improvvisamente assumono un valore nuovo. Un pezzetto di pagina sotto la pressa, un residuo di copertina da incollare, un trattamento alcolico o la valutazione di come asciugare un documento, sono i gesti che i restauratori compiono quotidianamente capaci di ridare un'anima a oggetti che altrimenti verrebbero triturati dall'impietoso passaggio del tempo. Attualmente stanno lavorando a testi della Malatestiana e a libri dell'Ottocento appartenuti a una famiglia ebraica, famiglia Saralvo di Cesena, che avevano nascosto nel periodo delle deportazioni. Per molto tempo sono stati dimenticati, ora sono ritornati alla luce e con loro anche tutte le scritte che gli stessi componenti della famiglia avevano fatto a penna o a matita nelle pagine dei libri. Avendo una merceria, molti di questi segni sono numeri, appunti di uscite ed entrate di soldi, comunque testimonianze di vita quotidiana.  

"Abbiamo tante commissioni esterne, sia da enti statali che privati - spiega la dottoressa Cecchini, assunta dall'Abbazia stessa - Ogni tanto, infatti, siamo costretti a chiamare collaboratori esterni per smaltire tutti gli incarichi presi. Ma è sempre bello sapere che è alto l'interesse nei confronti della storia e ci si preoccupa del mantenimento dei documenti che ne possano attestare il valore".  

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