Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Cesenatico

15 anni fa aiutò un imprenditore e una gioielliera vittime del racket e dell'usura, torna a Cesenatico: "E' un momento delicato"

Paolo Bocedi proprio dall'albergo di Villamarina ha voluto ricordare due episodi in cui fu chiamato per via della sua associazione e tutti e due furono a Cesenatico

Ama la riviera romagnola perché qui può camminare per strada tranquillamente, senza guardarsi alle spalle come invece gli capita quando è a Milano o a Varese, zone in cui Paolo Bocedi, fondatore di "Sos Italia Libera", opera in modo più evidente e attivo contro l’usura, il racket e le estorsioni. Visto che nel 1992 fu vittima di un attentato, viaggia armato ed è sempre tutelato dalle forze dell'ordine, ma a Cesenatico, all'hotel Nettuno della famiglia Ricci, quest'anno si è sentito come fosse a casa sua.

Paolo Bocedi proprio dall'albergo di Villamarina ha voluto ricordare due episodi in cui fu chiamato per via della sua associazione e tutti e due furono a Cesenatico. "Mi ricordo bene che 15 anni fa venni qui a Cesenatico perché un imprenditore, rimasto vittima dell'usura, voleva buttarsi da un palazzo perché non sapeva più come uscirne - spiega Bocedi - Poco dopo fu una gioielliera a chiamarmi. Con lei facemmo una conferenza stampa in centro, sulla via, dove lei, mascherata, testimoniò la sua disperazione per essere finita nelle maglie del racket. In quel caso lo Stato accolse il nostro grido e rispose aiutando la gioielliera a uscire dalla morsa degli usurai. Ora è un momento delicato e voglio lanciare un appello importante a tutti gli imprenditori romagnoli, gente seria che lavora con onestà.

La pandemia purtroppo ha costretto molti imprenditori a chiudere e altri stanno correndo per pagare assegni in scadenza. Magari la banca ha voltato le spalle e così vanno a cercare l'amico non amico, quello che poi, dopo aver prestato i soldi, li prende l'azienda. Ecco bisogna stare molto attenti, avere gli occhi ben aperti e soprattutto anche le banche devono essere un po' più elastiche con gli imprenditori. Perché non sempre è vero che le denunce sono poche, molti non denunciano perché si vergognano, e invece bisogna farsi aiutare e chiedere assistenza alle forze dell'ordine o alla nostra associazione. Inoltre vorrei aggiungere un ulteriore appello al sindaco di Cesenatico, come ho già fatto in altre città, per proporre un protocollo d'intesa tra la Sos Italia Libera e il Comune. Chi avesse bisogno di un aiuto può mettersi in contatto con noi. Le vittime sono aiutate gratuitamente". 

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