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Martedì, 21 Maggio 2024
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Alla scoperta della Chiesa di San Bartolomeo Apostolo di Tipano: la storia dell'antica pieve romanica

Alcuni elementi fanno supporre che Tipano, in pieno Medioevo, dovesse essere un borgo agricolo di un certo interesse", racconta Vallicelli

A circa tre chilometri dal centro di Cesena, lungo la riva sinistra del Savio, nei pressi di S.Vittore, sorge l'antica chiesa romanica, edificata prima del Mille, ma ricordata la prima volta come cappella soggetta alla pieve di S. Vittore in un documento del 1106. A parlare di questa chicca è lo storico Marco Vallicelli.

"La località pare di origine assai remota: nel suo territorio sono stati rinvenuti antichi manufatti risalenti al periodo paleolitico. Il sacro edificio sorgeva nei pressi di un castello (di cui si sono perse le tracce) e fece parte di un monastero di Benedettine, intorno al secolo XIV passato alle Classensi di Ravenna: è ancora visibile il monogramma CLS (Classis) inciso sull'acquasantiera all'interno della chiesa. Il più antico documento relativo alla chiesa risale al 981: in esso, su istanza di Teofano, moglie dell’imperatore Ottone II, la chiesa di San Bartolomeo viene confermata alle monache Benedettine. Si può presumere che la fondazione della chiesa sia avvenuta tra i secoli VII e VIII, interessata dall’edificazione di pievi e chiese collocate strategicamente per l’amministrazione e il controllo del territorio. La stessa fonte attribuisce alle monache la podestà del castello di Tipano, assai antico", spiega. 

"Alcuni elementi fanno supporre che Tipano, in pieno Medioevo, dovesse essere un borgo agricolo di un certo interesse. Anche se non si conosce la reale importanza del monastero come centro religioso e culturale, le attività ad esso collegate, con le strutture di servizio annesse, e la presenza di un luogo fortificato, probabilmente destinato alla difesa dei raccolti, ne facevano un insieme articolato e vitale. Di quella antica organicità oggi rimane ben poco: la chiesa fu infatti oggetto, nel trascorrere dei secoli, di molteplici rimaneggiamenti: significativo l’ampliamento del XV secolo e il rifacimento del 1775. La prima menzione come chiesa parrocchiale risale al 1450 ed è governata dal frate minore conventuale Francesco di Bartolomeo da Figline (cappellano nella casa di Malatesta Novello)", ricorda Vallicelli.

"L’edificio plebano si presenta ad unica navata, a testimonianza di come anche nel territorio cesenate, così come ampiamente è accaduto nel territorio ravennate e Romagnolo, fossero diffuse pievi ad una unica navata. Nella facciata, ricostruita nel 1880, inglobando forse un portico o nartece, sono presenti due lesene angolari di diverse dimensioni (quella dell’angolo nord-ovest è decisamente più larga) e un’unica finestra di ampie dimensioni sopra il portale d’ingresso; nell’angolo sud-ovest della facciata si notano inoltre alcuni inserti lapidei fortemente inclinati e parzialmente diversi dalla muratura, posti alla base di un’antica struttura oggi scomparsa". 
 

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