Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Solette da 299 euro, il sindaco sportivo nel mirino: "Le pubblicizza per CesenaLab"

A parlare è Davide Fabbri, blogger indipendente, che attacca nuovamente il primo cittadino di Cesena, Paolo Lucchi, questa volta per quanto riguarda “il test” di un prodotto sportivo

Non c'è pace per il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, questa volta finito nel mirino per un 'test' (o pubblicizzazione, a seconda dei punti di vista) di un paio di solette vendute a 299 euro da un'azienda che fa parte di CesenaLab. A renderlo noto è Davide Fabbri. “Ci risiamo, direte voi. Altra tegola sulla Giunta di Cesena guidata dal sindaco Paolo Lucchi in merito a confusione dei ruoli fra quello istituzionale e quello di libero cittadino. Similitudini col caso dell'assessore Dionigi, vicenda da me sollevata e non ancora risolta"

"Questi i nuovi fatti da prendere in considerazione. Il cittadino Paolo Lucchi è un amante della corsa. Corre quasi tutte le mattine per tenersi in forma. Questa sua legittima e invidiabile passione per l'attività sportiva, si trasforma maldestramente in una inopportuna sponsorizzazione di prodotti legati allo sport, sponsorizzazione effettuata nel suo ruolo istituzionale di sindaco della città. Il primo cittadino cioè pubblicizza delle particolari solette (al costo di 299 euro) realizzate da una società incubata da CesenaLab, incubatore di nuove imprese, finanziato da enti pubblici (Regione, Università e Comune)”.

“Nel sito internet commerciale di alcuni giovani imprenditori (all'interno del quale si possono acquistare le solette a 299 euro) il nostro sindaco funge da testimonial in un video accanto all'insegna di CesenaLab e autorizza l'azienda privata in questione a rendere pubblici scambi di mail istituzionali col logo del Comune di Cesena, che hanno l'evidente obiettivo di sponsorizzare la vendita a scopo di lucro di queste solette per corridori” dice ancora Fabbri.

“A dire il vero non si tratta neanche di una mera sponsorizzazione: il sindaco si è prestato come betatester del prodotto, il che va ben oltre il semplice endorsment. Il sindaco confonde e sovrappone il suo ruolo istituzionale di sindaco con quello privato di libero cittadino amante dell'atletica. Questa brutta storia ha risvolti squisitamente politici: per ragioni di opportunità e buon senso, un sindaco - nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali - non dovrebbe sponsorizzare prodotti commerciali di aziende private a scopo di lucro” dice Fabbri.

“La terzietà e l'imparzialità di un sindaco devono essere "sacre" nell'amministrazione di una città. Questo elementare ragionamento dovrebbe essere scontato. In realtà con questo sindaco, tutto questo scontato e ragionevole non è. Perché un sindaco dovrebbe fare pubblicità ad un prodotto di una azienda privata che ha scopo di lucro? Anche se lo avesse fatto a titolo gratuito (e sarà senz'altro così) rimane l'imbarazzante confusione fra i ruoli, fra quello pubblico e quello privato. A questo punto Paolo Lucchi dovrebbe proporsi come testimonial di chiunque ne faccia richiesta. In conclusione: il sindaco non si rende conto dell'inadeguatezza e dell'approssimazione dei propri comportamenti. Paolo Lucchi prenderà mai coscienza dell'importanza di questi temi legati alla trasparenza dell'agire politico-amministrativo e alla chiarezza dei ruoli?” conclude Fabbri.

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