Sarsina, Foti (FdI): "Riacquisire a destinazione pubblica Palazzo Montalto"

Dal primo luglio i beni sono stati affidati in gestione alla Unione dei Comuni Valle del Savio e Unione di Comuni dell'Appennino Forlivese

Destinazione pubblica e non più vendita "in ragione di un auspicabile completo recupero" dell'immobile di proprietà regionale "Palazzo Montalto" a Sarsina, sull'appennino cesenate. E' la domanda-suggerimento alla giunta avanzata da Tommaso-Foti (Fdi-An) in un'interrogazione che accende i fari sulla ristrutturazione dell'immobile, disposta d'urgenza con una spesa di oltre 200 mila euro contro una base d'asta iniziale di vendita di "poco più di 40mila euro". Dunque una ristrutturazione con costi quintuplicati rispetto al valore stimato del bene. Il consigliere ricostruisce la vicenda fin dal trasferimento del bene dal Demanio statale nel 1998 alla Provincia di Forlì-Cesena, che ne ha curato la gestione sino al 30 giugno. Dal primo luglio i beni sono stati affidati in gestione alla Unione dei Comuni Valle del Savio e Unione di Comuni dell'Appennino Forlivese. 

Il punto sollevato da Foti- per un immobile dichiarato di "interesse particolarmente importante" dal Ministero dei beni culturali- riguarda la decisione di metterlo in vendita (con tre 'chiamate' a trattativa privata andate deserte nel 2013, 2014 e 2015) sulla base di un valore periziato in 54mila euro nel 2012. Su un nuovo bando per la vendita al prezzo di  41.310 euro con scadenza il 20 ottobre 2016, è però intervenuto un crollo parziale del fabbricato nell'agosto. Di qui l'intervento del Comune di Sarsina sulla Regione per procedere immediatamente alla messa in sicurezza dell'immobile. I cantieri sono stati aperti il 20 settembre scorso (circa 120 giorni di tempo stimato, ricostruisce Foti, e una stima dei costi di circa 180mila euro più Iva). Il 30 settembre 2016 il Comune ha revocato il bando di vendita.

Foti chiede dunque se "non ritenga la Giunta che solo attraverso una puntuale e periodica manutenzione dei beni di proprietà regionale, ancorché affidati per la gestione a terzi, sia possibile evitare, come il caso in questione insegna, di dovere sostenere successivamente onerosi costi per la messa in sicurezza degli stessi"; "se e quali valutazioni intenda esprimere la Giunta in ordine al fatto di dovere sostenere oggi una spesa di più di 200mila euro (Iva compresa) per la messa in sicurezza di un immobile di proprietà regionale stimato - per la vendita - poco più di 40mila euro"; se, infine, "alla luce della messa in sicurezza dell'immobile in questione, tenuto conto dei costi sostenuti, la Giunta Regionale ritenga di dovere- in futuro- procedere ugualmente all'alienazione dello stesso o, invece e per contro, non intenda destinarlo, anche in ragione di un auspicabile completo recupero, all'utilizzo pubblico".

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