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Protesta sulla sicurezza, "Difendi Cesena" porta in zona stazione anche le sagome si sindaco e assessore

"Le risse, lo spaccio e i vandalismi tra stazione e Cubo sono la norma e non saranno certamente gli operatori di strada, gli spacci sociali e le promesse della Giunta a persuadere baby gang"

“Il progetto amministrativo per riqualificare Stazione e Cubo è un totale  fallimento. Degrado ed insicurezza, anziché calare, aumentano. Lattuca e Ferrini devono dire ai cesenati se questa parte di città è ancora loro o se è andata perduta. Inoltre il Sindaco dovrebbe ammettere che questa deriva riflette la politica sostenuta dal suo partito, quella dell’accoglienza indiscriminata mascherata da solidarietà”: è quanto sostiene il movimento di destra "Difendi Cesena"  con una manifestazione venerdì pomeriggio al Cubo, con affissione di striscione ed esposizione di sagome raffiguranti Sindaco e Assessore alla Sicurezza. 

“Abbiamo portato simbolicamente qui, insieme a noi, primo cittadino e assessore alla sicurezza - spiega Antonio Barzanti portavoce del movimento - per dire loro che questa non è diventata, come promettevano, un’altra stazione. Quel luogo dove, grazie alla ‘rivitalizzazione’ del loro progetto, sarebbero tornati i cittadini per frequentarlo e rivalorizzarlo. Ad essere precisi il posto non è affatto morto, ma a vivacizzarlo non sono i cesenati, bensì quei gruppi di balordi, immigrati spesso anche irregolari, comunque molesti e violenti, che ne hanno fatto una zona quasi di loro esclusiva frequentazione. Le risse, lo spaccio e i vandalismi tra stazione e Cubo sono la norma e non saranno certamente gli operatori di strada, gli spacci sociali e le promesse della Giunta a persuadere baby gang e tipi del genere a cambiare condotta, a meno che non si voglia militarizzare permanentemente questa fetta di città, come fossimo in Sud Africa".

"Se è inaccettabile - continua Barzanti  - perdere il controllo di un’area dove oltre alla stazione ferroviaria e a quella delle corriere, trovano sede scuole e facoltà universitarie oltre alle abitazioni di quei cittadini esasperati ai quali non resta altro che appellarsi, per quello che conta, alle autorità o ripiegare sulla vigilanza privata da pagare di tasca propria, è altrettanto evidente che la risoluzione di questo problema non può che passare attraverso una revisione totale delle politiche migratorie nazionali. Fino a quando non si porrà fine ad ingressi indiscriminati e fino a quando non si bloccheranno gli sbarchi di clandestini le bande che qui imperversano continueranno ad infoltirsi e ad allargarsi in altre zone di Cesena, come ad esempio alla Barriera dove nella notte tra lunedì e martedì i residenti sono stati svegliati dalle urla dei tre nordafricani che prima si sono picchiati tra loro poi, a seguito dell’intervento di polizia e carabinieri, hanno inveito in modo strafottente mandando a fanculo gli italiani affacciati dalle finestre”. 

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