Profughi, cambia il sistema. Casali (FI): "Ma gli enti accreditati tengano una rendicontazione"

L'Unione Valle del Savio si appresta a varare il nuovo disciplinare per la gestione dei centri accreditati a gestire i profughi

L’Unione Valle del Savio si appresta a varare il nuovo disciplinare per la gestione dei centri accreditati a gestire i profughi. Oltre all’ASP pubblica, sono accreditate varie cooperative sociali, associazioni come la Papa Giovanni XXII, la Misercordia e anche l’ARCI.  Queste stanno gestendo i 250 profughi distribuiti nell'unione dei Unione della Valle del Savio. Il sistema oltre a confermare il disciplinare dei servizi prevede anche un aumento a circa 320 posti.

Per Marco Casali, esponente del Centro-destra in Comune “ urge rendicontazione economica delle strutture che li ospitano”. Casali spiega che “l’accreditamento di questi enti avviene attraverso un provvedimento amministrativo discrezionale avendo scelto di superare la logica della gara d’appalto intesa in senso tradizionale. E’ questa una scelta sicuramente forte ma anche foriera di potenziali “grane”. La discrezionalità negli affidamenti dei servizi può generare molti dubbi anche e soprattutto in riferimento ad una amministrazione comunale che sugli affidamenti diretti ha già compiuto qualche recente scivolone. Nessun processo alle intenzioni ma sarebbe superficiale non fare questa riflessione. Ma il tema  più importante è quello relativo alla rendicontazione economica degli enti che gestiscono e gestiranno questi profughi. Come sappiamo il Ministero concede 35 € pro die e pro capite per profugo. Di questi solo 31 vengono riversati ai gestori in quanto una parte è trattenuta dall’Unione per spese di servizio a favore dei centri accreditati”.

Contesta Casali: “Di come poi questi soldi vengano spesi per il mantenimento dei migranti non è dato sapere. Certo, l’Unione attraverso i suoi istituti verificherà che gli appartamenti siano puliti, che il riscaldamento funzioni, che i servizi vengano svolti, ma l’ente che ospita i migranti non ha nessun obbligo di rendicontazione. Qui possono nascere i problemi, alcuni dicono…le tentazioni... Teniamo in considerazione che un ente accreditato che gestisce 50 profughi, incassa in un anno quasi 600 mila euro. Pare ovvio che essendo quei soldi pubblici sia necessaria una rendicontazione finale analitica. Su questo Libera Cesena presenterà una apposita mozione in Consiglio Comunale non per screditare l’attività degli enti gestori ma per meglio accreditarli. La trasparenza nei costi di gestione dei centri migranti è fondamentale e sicuramente uno dei punti di forza della qualità di un servizio pubblico. Salvo diversi provvedimenti nazionali i profughi a livello comunale non possiamo fermarli. Evitiamo però potenziali brutti scivoloni sulla loro gestione”, conclude Casali. 

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