Pinacoteca, i Liberaldemocratici: "Utilizzare i fondi nel miglior modo possibile"

Questa l'opinione dei Liberaldemocratici per Cesena sui fondi destinati per la nuova Pinacoteca

"Non riusciamo a condividere pienamente il trionfalismo dell’amministrazione Comunale e dalla Fondazione Cassa di Risparmio sull’annuncio del ministro Dario Franceschini che tre milioni di euro sono stati destinati dal Governo a Cesena per l’istituzione di una ipotetica “Grande Pinacoteca di Cesena” all’interno del Palazzo dell’Oir. E anche gli entusiasmi espressi da parte della politica locale, improvvisamente folgorata dalla museomania, ci sembrano estemporanei e privi di fondamenti conoscitivi". Questa l'opinione dei Liberaldemocratici per Cesena sui fondi destinati per la nuova Pinacoteca.

"Sia chiaro, i finanziamenti pubblici sono sempre benvenuti, ma occorre essere sicuri che vengano utilizzati nel miglior modo possibile - è la premessa dei Liberaldemocratici -. E’ nostra convinzione che andrebbe data priorità di intervento a progetti già da tempo in cantiere, come il Museo della Città, e al risanamento dello stato di degrado e di abbandono in cui versa da tempo la Pinacoteca Comunale all’interno del San Biagio. Inoltre, esistono elementi di perplessità sulle procedure burocratico-amministrative e sulla progettualità museale che dovrebbero rendere esecutivo il finanziamento da parte dello Stato".

"In particolare - viene aggiunto  ci pare che sia fondamentale approfondire alcuni aspetti che necessitano di elementi precisi di valutazione, come il passaggio di proprietà del Palazzo dell’Oir da soggetto privato a soggetto pubblico, ritenuto basilare per la concessione del contributo statale, e più in generale i rapporti in essere fra Comune di Cesena, Fondazione Cassa di Risparmio (attuale proprietario dell’edificio) e la nuova proprietà dell’ex Cassa di Risparmio (titolare del patrimonio artistico che si ritiene destinato al costituendo museo) "l’assunzione degli oneri che saranno a carico dell’Amministrazione Comunale per la realizzazione completa dell’intervento in parte finanziato dallo Stato, nonché per la futura gestione ordinaria dell’edificio".

Vengono chiesti chiarimenti anche per "il progetto di recupero strutturale dello storico palazzo in ordine alla effettiva destinazione d’uso museale (ci risulta che l’appalto legato al finanziamento statale di tre milioni sarà gestito dal Segretariato dei Beni Culturali di Bologna: non è così scontato che vengano seguite le ipotesi progettuali già da tempo formulate a livello cesenate) e per il progetto museografico, ovvero la valutazione degli spazi dell’edificio in ordine non solo all’ordinamento espositivo delle opere, ma dei servizi museali essenziali, dall’accoglienza ai depositi aperti, dalle postazioni di studio e consultazione alle aree per la didattica e la divulgazione".

"Ma, soprattutto, bisognerebbe rispondere chiaramente alla domanda: questo progetto risolve il problema della Pinacoteca Comunale garantendone il totale trasferimento? - si interrogano -. Facendo i classici “conti della serva” delle opere che andrebbero collocate, ci permettiamo di dubitare. E allora ci rimane da capire a chi giova realmente questo annunciato finanziamento statale, se non soddisfa le esigenze del patrimonio culturale di pertinenza effettivamente pubblica, e perché non è stato finanziato un progetto come quello del Museo della Città di cui il Palazzo Oir potrebbe essere una sede espositiva decentrata, oltretutto funzionale al rilancio dell’area di Piazza della Libertà.  Vogliamo ricordare che l’amministrazione Comunale ha investito denaro per acquisire la struttura del Sant’Agostino, e che tale investimento andrebbe adeguatamente valorizzato. Il fatto è che servono risorse economiche, ma soprattutto serve una chiara visione delle politiche culturali del prossimo decennio. Anche su questo tema, la discontinuità è d’obblig"o. 

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