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Manifesti anti-aborto a Cesena, Possibile chiede la rimozione: "E' un problema etico"

Nel manifesto la RU-486, la pillola abortiva, viene paragonata a veleno, sostenendo che dannosa per la donna e “uccide il bambino in grembo”

Dopo aver fatto la loro apparizione in diverse città italiane, anche a Cesenasono comparsi i cartelli anti-aborto dell’associazione “Pro Vita e Famiglia”, nei quali viene raffigurata una donna che, come Biancaneve, viene avvelenata da una mela. Nel manifesto la RU-486, la pillola abortiva, viene paragonata a  veleno, sostenendo che dannosa per la donna e “uccide il bambino in grembo”. L'affissione, già oggetto di polemica in altre città italiane e della Romagna, trova ora il netto dissenso di Possibile, che chiede la rimozione dei manifesti dalla città.

"Facendo seguito alle richieste dell'associazione Ipazia", Possibile rinnova l'invito al sindaco Enzo Lattuca e all'assessore alla cultura e inclusione Carlo Verona" di rimuovere tali mendaci manifesti, che ottengono unicamente il risultato di minare il diritto delle donne a una scelta autonoma e informata sull'interruzione di gravidanza sfruttando paura e insicurezza. Non è una questione di libertà di espressione e di censura, ma è impedire che venga perpetrata una campagna diffamatoria, basata su ragioni ideologiche, ai danni di un farmaco assolutamente legale. Non é un problema politico, é un problema etico".

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