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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

A 20 anni già consigliere comunale: "Basta con la favola dei giovani fannulloni, lo sfruttamento sul lavoro esiste"

"Se esiste qualcosa di più insopportabile di chi sfrutta i lavoratori - afferma l'ex consigliere dem - è chi sfrutta i lavoratori, pretende di avere ragione e protesta contro la svogliatezza dei giovani"

Sebastiano Castellucci, già consigliere comunale di Cesena nelle fila del Pd e attualmente dottorando di ricerca in diritto del lavoro, interviene su un tema molto attuale con l'avvicinarsi della stagione estiva sulla Riviera romagnola, quello del lavoro e dei giovani sempre meno invogliati da questo tipo di esperienza. Figlio di Romeo Castellucci e Chiara Guidi della compagnia Raffaello Sanzio, enfant prodige della politica cesenate, Castellucci entrò in consiglio comunale ad appena 20 anni, quando era uno studente iscritto al primo anno di Giurisprudenza.

"Se esiste qualcosa di più insopportabile di chi sfrutta i lavoratori - la riflessione di Castellucci - è chi sfrutta i lavoratori, pretende di avere ragione e protesta contro la svogliatezza dei giovani. Non è normale che non si reagisca alle parole che si leggono sui media, nazionali e anche locali. La disoccupazione giovanile del nostro Paese è storicamente altissima (oscilla tra il 25 e il 30%, terza in Europa dopo Grecia e Spagna) e abbiamo decine di migliaia di giovani italiani che emigrano ogni anno per cercare condizioni di lavoro più dignitose e retribuzioni proporzionate. Però a sentire le loro lamentele viviamo in un mercato del lavoro che non conosce sfruttati, men che meno nelle attività stagionali estive. Ma cosa pensano che sia lo sfruttamento, avere le catene ai piedi. Quella è schiavitù. Mentre retribuzioni a 5 euro l’ora, rapporti di lavoro totalmente o parzialmente in nero, l’assenza di riposi e di pause, la massima reperibilità e un atteggiamento padronale verso i dipendenti sono il segreto di Pulcinella che sta dietro alle frasi di chi grida allo scandalo contro il Reddito di Cittadinanza “perché così i giovani stanno sul divano”, il pensiero di Castellucci.

Secondo l'ex consigliere dem "scaricare ogni colpa sulla politica permette una deresponsabilizzazione che è pericolosa, perché fa perdere di vista il ruolo fondamentale degli operatori. Moltissimi imprenditori di queste terre sentono di avere una responsabilità sociale, che travalica l’azienda e va a beneficio dell’intero territorio, tant’è che se si vive bene qua è anche merito loro. Dopo due anni di pandemia, dove i giovani sono stati i meno esposti sul piano sanitario, ma i più colpiti sul piano sociale ed economico, occorre una solidarietà tra le generazioni, altrimenti a furia di luoghi comuni l’Italia si accartoccia su di sé e si spegne. La generalizzazione sui giovani fannulloni, oltre ad essere falsa, non serve a niente, se non a ricordarci quanto sia radicata la sfiducia verso i giovani da parte di chi è nelle posizioni di comando".

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