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Provincia unica, Zoffoli (Popolari per Cesena): "Non serve l'unione, ma la fusione"

Per Zoffoli la Romagna ha "la necessità di avere una “governance politica” forte capace di interfacciarsi con gli organi regionali e con gli altri territori"

Martedì scorso e si è svolto il Forum organizzato dai "Popolari per Cesena", all’interno del ciclo “10 Forum per 10 Idee su Cesena”, che ha avuto per oggetto la “Forma delle Istituzioni”. Il tema affrontato, certamente complesso ma altrettanto importante, ha registrato l’intervento della Consigliera regionale Lia Montalti, la quale ha illustrato con dettagli e particolari il lavoro svolto in Regione ed i percorsi che la stessa Regione si accinge ad intraprendere allo scopo di rivedere la Legge regionale 13 del 2015 sul riordino istituzionale così da sistemare e colmare i vuoti che l’attuale assetto normativo presenta, a partire dalla Legge 56/2014 detta “Legge Del Rio”. "Si tratta - spiega il coordinatore politico Gilberto Zoffoli - almeno di ridurre le lacune che si sono evidenziate dall’esito negativo che il referendum del 4 dicembre scorso ha avuto in merito alla riforma istituzionale, una della quali riguarda la non eliminazione delle Provincie".

Al Forum sono state coinvolte le istituzioni comunali, i rappresentanti delle associazioni di categoria e anche alcuni esponenti politici particolarmente interessati a questa tematica; con i presenti si è iniziato un percorso di studio e approfondimento che sicuramente continuerà nel prossimo futuro. Con il coordinamento di Giorgio Fiori, della segretaria politica dei Popolari, si sono aperti i lavori del Forum con l’intervento dei partecipanti, i quali hanno esposto le loro analisi evidenziando luci ed ombre e offrendo spunti operativi per un migliore funzionamento delle Istituzioni anche in relazione alle diverse funzioni legate ai servizi che ogni livello istituzionale ha come competenza.

Zoffoli ha poi messo in evidenza il tema della “Provincia unica della Romagna”, "per la quale non è l’unione delle Provincie di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena la strada da percorrere, quanto piuttosto la “fusione” di queste", ritenendo che la Romagna abbia "la necessità di avere una “governance politica” forte capace di interfacciarsi con gli organi regionali e con gli altri territori". Si è evidenziato come "la forma di una “Provincia Romagna” non si possa risolvere in una semplice gestione amministrativa del territorio, senza alcuna possibilità di esprimere una progettualità e adeguate scelte strategiche per il territorio che stanno alla base dello sviluppo economico e culturale dello stesso".

Il coordinatore dei Popolari ha inoltre ribadito "come sia la strada della fusione fra Comuni con la stessa vocazione economica e territoriale, che permetta a questi di avere un livello di funzionalità più elevato e di rispondere adeguatamente ai bisogni dei cittadini. Al tempo stesso queste nuove entità comunali avrebbero l’opportunità di dialogare e confrontarsi con la Provincia con la dignità che è data loro dal numero dei cittadini di quel territorio. Insieme a questo tema si è posta la necessità di ridisegnare e ridefinire le attuali Unioni dei Comuni che hanno oggi notevoli difficoltà funzionali e di relazione far i Comuni che le compongono. Serve una semplificazione dei livelli Istituzionali, dando a ciascun livello dignità politica con la elezione diretta da parte dei cittadini e agevolando un processo di reciproco ascolto fra questi ultimi e le istituzioni stesse".

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