Elezioni regionali, i Popolari per Cesena: "Da sempre per la difesa della vita"

I "Popolari per Cesena" replicano così al Carroccio, respingendo "al mittente l’accusa di non essere intervenuti in merito al tema della famiglia e di politiche legate alla natalità"

"Siamo da sempre a difesa della vita e della cura dei più deboli. Le parole della Lega, ci sembrano vogliano distogliere dalla realtà delle cose. In Emilia-Romagna si sta bene, perché si è lavorato bene e a dimostrarlo vi sono fatti tangibili". I "Popolari per Cesena" replicano così al Carroccio, respingendo "al mittente l’accusa di non essere intervenuti in merito al tema della famiglia e di politiche legate alla natalità; ne sono prova le diverse misure che verranno adottate con la costituzione dell’Agenzia della Famiglia, il “Cimitero degli Angeli”, la preoccupazione per l’occupazione giovanile con l'istituzione del Tavolo per il Lavoro. Di fronte alle accuse sull'aborto, siamo profondamente contrari e ci impegniamo da sempre per la difesa della vita a partire da azioni di tipo educativo e sociale e non con divieti normativi, sostenendo e promuovendo ogni aiuto per la vita dal suo concepimento fino alla morte naturale".

"La famiglia – da considerarsi come una risorsa oltre che un bene in sé da tutelare – deve vedere riconosciuta la propria essenza e funzione, perché in essa prende forma la vita umana. In essa si articolano le più dirette relazioni interpersonali, si crescono e si formano i figli che un uomo e una donna decidono liberamente di concepire come atto di amore e di fiducia verso il loro futuro e quello dell’intera società - afferma il portavoce Francesco Biguzzi -. La famiglia è spesso l’ambito in cui si vive anche la conclusione della propria vita e ad essa ci si affida perché possa essere la più naturale e dignitosa possibile. La sollecitudine pubblica verso la famiglia deve diventare, allora, un insieme di impegni che riguardano la valorizzazione della Persona e della coesione sociale, oltre che portare un sostegno all’economia generale. Nel “deserto” della natalità cui assistiamo, devono essere consentiti il diritto reale alla procreazione, il sostegno lungo l’intero processo educativo dei figli e la funzione di primo presidio di cura delle disabilità e dei tanti disagi fisici e di relazione affrontati, spesso, senza poter contare su aiuti sostanziali. Aiuti sostanziali che, nello spirito dell’art.1 della legge 194, dovrebbero servire a scoraggiare l’aborto e favorire il diritto alla maternità e alla paternità".

Quindi l'interrogativo: "Quanto sono stati centrali questi temi e cosa hanno concretamente prodotto i politici della Lega quando erano al governo del Paese? I Popolari hanno sempre avuto una condotta di rispetto, di presenza e di ascolto; uno stile di Incontro che presuppone lo Stare tra la gente.  Le proposte sono state avanzate mettendo sempre al centro la cura delle Persone con occhi sempre rivolti ai più fragili, ai deboli, ai diversamente abili. I nostri avversari politici intervengono spesso in maniera ideologica, senza proposte concrete; il programma elettorale della Borgonzoni si basa sulla propaganda e su promesse espresse a voce, mai scritte da nessuna parte, sempre appellandosi al leitmotiv di un generico  cambiamento. Ma per cambiare occorrerebbe una alternativa credibile, seria che la destra non può offrire. Noi non abbiamo nulla da spartire con questa destra. Noi pensiamo che il vero cambiamento passi non da vuoti slogan e neanche dal cambio di colore partitico, ma da persone “nuove” che facciano politica mettendosi al servizio della comunità, con la propria identità ma senza arroganza e presunzione".

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"Dicono che vorrebbero “liberare” l’Emilia-Romagna, ma noi siamo pienamente liberi e in nome di questa libertà di scegliere, sosteniamo la persona di Stefano Bonaccini per la sua competenza, capacità di governare e conoscenza del nostro territorio - concludono -. Vorremmo anche ricordare che la destra sta sempre più connotando queste elezioni come un affare nazionale, senza riflettere su un fatto: i governi vanno e vengono, le alleanze cambiano (come ci ha insegnato Salvini che prima ha governato d’amore e d’accordo con Di Maio per poi scaricarlo come inaffidabile ed incapace), ma la nostra terra, la nostra gente, la nostra Emilia-Romagna rimane. E il 27 gennaio chi sarà eletto dovrà impegnarsi concretamente per la crescita della nostra Regione; questo è quanto desidera e chiede la gente ai propri amministratori". 

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