Dopo l'addio del Pri alla "Regione Romagna", l'apertura del Pd: "Ragioniamo assieme"

Convergenze col Partito Repubblicano: ad indicarlo, dopo la presa di posizione del Pri cesenate che “svolta” rispetto alla posizione storica dei repubblicani sull'autonomia romagnola

Convergenze col Partito Repubblicano: ad indicarlo, dopo la presa di posizione del Pri cesenate che “svolta” rispetto alla posizione storica dei repubblicani sull'autonomia romagnola rispetto all'Emilia, è lo stato maggiore del Pd cesenate. In una nota firmata dal sindaco Paolo Lucchi e vicesindaco Carlo Battistini, così come dai parlamentari locali Enzo Lattuca e Mara Valdinosi, la consigliera regionale Lia Montalti e i consiglieri provinciali Davide Ceccaroni (Assessore della Provincia di Forlì-Cesena) e Chiara Santero (vice presidente della Provincia) si argomenta che è stato molto “apprezzato i toni e le modalità con i quali il PRI di Cesena ha espresso il proprio parere sulla Romagna e sugli equilibri tra Comuni, Unioni dei Comuni, Province”.

Spiegano gli amministratori Pd: “Non condividiamo in toto le proposte dei Repubblicani, ma la loro presa di posizione ha il merito di affrontare la nuova possibile architettura istituzionale necessaria, sulla base di un pensiero completo e non solo seguendo le logiche “battutiste” che invece hanno purtroppo caratterizzato altri. In particolare, condividiamo con loro la volontà di evitare l’avvio di un percorso – quello della separazione della Romagna dall’Emilia – antistorico, in totale contrasto con tutti gli indici di qualità dei servizi e di crescita economica che confermano per l’Emilia-Romagna dati simili a quelli delle Regioni più avanzate d’Europa ed infine anche pesante dal punto di vista del costo di attivazione di una nuova Regione”.

“E, poiché la posizione giunge da parte di chi, come il PRI, ha una storia solida di confronto sulle ragioni della Romagna, noi pensiamo che il loro pensiero sia anche utile dal punto di vista del confronto culturale necessario per bloccare una spinta che, in realtà, a noi non pare giungere certo dal sentire comune tra cittadini che, invece, percepiscono l’Emilia-Romagna come un valore solidissimo e rassicurante. Il PRI propone anche una serie di riflessioni relative al rapporto tra i diversi livelli istituzionali presenti sul territorio e direttamente collegati con la rete dei servizi di qualità che è ogni giorno garantita ai cittadini”.

“In questo caso, forse, ancor prima di disegnare con precisione la prospettiva di Comuni, Unioni, Province servirà: provare a tratteggiare i contorni del rapporto tra gli enti; “misurarne” le capacità economiche di prospettiva (che, in particolare per i Comuni di piccole dimensioni e per le Province, non potranno che migliorare rispetto alla condizione attuale); inserire le riflessioni generali in un “Piano strategico della Romagna” che, attorno allo sviluppo delle grandi infrastrutture ed al sistema dei trasporti, all’organizzazione della rete dei servizi, al progetto di sostegno all’agricoltura, al turismo, ai settori fondamentali della new economy, possa collocarci all’interno delle prospettive positive che i romagnoli attendono e meritano. Per questo, negli ambiti di rappresentanza istituzionale per i quali i cittadini ci hanno voluti selezionare, oltre che come dirigenti del PD, accogliamo con grande favore la presa di posizione del PRI e ci dichiariamo da subito pronti ad un confronto che riteniamo utile per le prospettive istituzionali, economiche, sociali, del nostro territorio”.

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