Profughi a Borello, Morrone (Lega): "Lucchi e Montalti incapaci di affrontare il problema"

E' quanto afferma Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna

"Finalmente anche la Giunta Lucchi incomincia a interessarsi del ‘caso’ Borello. Lo fa maldestramente, attraverso gli organi di stampa locale, ma è costretta a farlo perché la protesta si allarga a macchia d’olio e perché è ormai di dominio nazionale come sia stata sottovalutata la situazione e gestita superficialmente. Con l’evidente tentativo di delegittimare e intimidire le persone che, fin da subito, mesi fa, si sono rivolte inutilmente al sindaco perché risolvesse il problema, e di mostrare una comunità spaccata, mentre nella stragrande maggioranza non lo è affatto”. E' quanto afferma Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna.

“Lucchi - attacca l'esponente del Carroccio - finge di non sapere che la questione sollevata dai Borellesi non riguarda solo gli aspiranti profughi in arrivo, ma la già preponderante presenza di stranieri, probabilmente anche irregolari, nel quartiere. La questione, tuttavia, non riguarda stranieri che si sono integrati in tutto e per tutto tra i residenti, ma è comunque sbagliato nascondere, come fa il sindaco, che a Borello c’è la più alta percentuale di stranieri residenti, il 16% rispetto alla media cittadina del 9,4%, mentre se si considera la fascia di età da 0 a 39 anni la percentuale cresce e sfiora il 25%, un residente su 4. E questo riguarda solo i regolari. Poi ci sono gli irregolari, il caporalato, i furti, il degrado, i timori reali, e non solo percepiti, anche a uscire di casa alla sera. Salvini non è certo cresciuto in questi territori, ma conosce bene l’incapacità di amministratori del Pd come Lucchi che hanno lasciato degradare la situazione della città: da Bulgarnò, a via Sant’Agà, per toccare zone della città, giardini, parchi, posteggi, strutture abbandonate. Noi crediamo di più alle centinaia di segnalazioni di cesenati esasperati e ormai rassegnati, che non ai fervorini del sindaco e della consigliera regionale Lia Montalti".

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"Siamo più solidali con la gente che si sente abbandonata dalle istituzioni, che vive malissimo l’insicurezza e le troppe presenze straniere, che non con chi viene mantenuto a spese nostre, senza averne diritto, per anni - prosegue Morrone -. Il problema non coinvolge solo gli aspiranti richiedenti asilo, la stragrande maggioranza dei quali immigrati clandestini, ma anche gli immigrati regolari che non rispettano le regole e la convivenza civile. Si ha timore a denunciare per paura di ritorsioni e gli immigrati irregolari sopravvivono nell’illegalità grazie al disinteresse della Giunta. Cesena non deve e non può più accogliere altri stranieri irregolari. Siamo tutti a conoscenza del fatto che la maggior parte degli aspiranti richiedenti asilo non ha alcun diritto a rimanere in Italia, non fugge da alcuna guerra o persecuzione, ma fa parte di un progetto più generale di destabilizzazione delle regole e dei modelli di vita italiani e europei. Non capire questo, significa esserne complici. Buonismo di facciata e vuoti richiami alla solidarietà non risolvono un problema reale che potrà solo aggravarsi se non compreso soprattutto dagli amministratori a tutti i livelli. Ne è la prova ciò che sta accadendo nel Paese, con sempre più comunità locali che si rivoltano, che non è altro che la fotocopia di ciò che si è già verificato in tutta Europa”.

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