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Assistenza ai portatori di Peg, Pompignoli (Lega): "Servizio disorganizzato"

“L’auspicio è che l’Asl romagnola e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, si mettano d’accordo”. Lo afferma il consigliere Massimiliano Pompignoli

“L’auspicio è che l’Asl romagnola e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, si mettano d’accordo”. Lo afferma il consigliere Massimiliano Pompignoli della Lega Nord, che aggiunge: “Dopo la denuncia sulla sospensione dell’assistenza domiciliare ai portatori di Peg e sui disservizi sofferti e la presentazione di una mia interrogazione, è arrivata la risposta dell’assessore, dove si evidenziava che ‘effettivamente nel mese di gennaio 2016 non era stato possibile assicurare, dove era opportuna, la presenza a domicilio del gastroenterologo ospedaliero a causa di assenze improvvise che non hanno permesso un’appropriata e tempestiva riorganizzazione del servizio’, di qui la necessità dell’accesso in ospedale di un numero limitato di pazienti (5 su 70) per garantire continuità assistenziale e cure. Venturi ha anche scritto che l’intervento del gastroenterologo ospedaliero a domicilio è “sporadico, non sempre programmabile e decide di intervenire a domicilio sulla base delle prestazioni da eseguire”. Poi la dichiarazione fatidica: l’Asl della Romagna“ha ripristinato nel più breve tempo possibile la programmazione degli accessi specialistici a domicilio riattivata dal 2 febbraio 2016”.

Continua Pompignoli: “Alla nuova denuncia di questi giorni che “nulla è cambiato” per portatori di Peg, ha replicato la stessa Asl romagnola che si è arrampicata sugli specchi per imbastire una risposta che non dice nulla di nuovo e anzi, in alcuni passaggi, contrasta con quanto affermato dall’assessore. Impariamo, infatti, che gli accessi in ospedale di questi pazienti sono aumentati rispetto ai numeri diffusi da Venturi. Per cinque di questi pazienti la ragione dell’ospedalizzazione è che “non è stato possibile attendere l’accesso programmato del medico al domicilio perché i pazienti necessitavano della sostituzione urgente del bottone gastrostomico”. Di qui, tre constatazioni: la prima è che le segnalazioni degli utenti sono fondate, che l’organizzazione dell’assistenza a domicilio lascia molto a desiderare e che l’Asl stessa non risponde alle sollecitazioni di amministratori e assessori. La seconda constatazione riguarda l’accesso a domicilio del gastroenterologo: è programmato, come afferma l’Asl, o “sporadico e non sempre programmabile” come sostiene Venturi? La terza riguarda la solita promessa futuribile dell’Asl che “è in programma la formazione e l’addestramento di ulteriore personale infermieristico”.

"Di evidente, insomma, c’è che questo servizio è disorganizzato e carente, che dal febbraio scorso non è stato fatto nulla per migliorarlo, che la risposta dell’assessore è stata di fatto smentita dagli eventi, che tra l’assessore e l’Asl di riferimento c’è qualche incomprensione, che i responsabili dell’Asl romagnola hanno imbastito una replica pur che sia, giusto per tacitare le denunce, senza alcuna considerazione per le famiglie e i pazienti che vivono questi problemi quotidianamente. "Insomma, una dimostrazione in più delle ricadute negative dell’Asl unica della Romagna e della totale impermeabilità dei suoi apparati alle necessità degli utenti."

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