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A Tezzo si festeggia la Madonna della Villa

Tezzo, a 567 sul livello del mare, in antico era chiamato "Atteggio", ed è menzionato a partire dal 1182, certamente esisteva anche in precedenza ma è probabile siano andati perduti i documenti.

A Tezzo si festeggia domenica la Madonna della Villa. Fino al 1965 questa festa era all’oratorio settecentesco della Villa, raso al suolo appunto nel 1965 per permettere la congiunzione della strada Tezzo - Montecastello. Alle 16 la messa solenne seguita dalla processione con il quadro della Madonna, del 1715, proveniente dalla Villa. Questo quadro compie 300 anni. Seguirà poi la festa sul sagrato con rinfresco e musica. Spiega don Daniele Bosi: "Anche Tezzo ha origini antiche, i documenti che ci restano risalgono al secolo XI. Tezzo, a 567 sul livello del mare, in antico era chiamato “Atteggio”, ed è menzionato a partire dal 1182 (certamente esisteva anche in precedenza ma è probabile siano andati perduti i documenti)".

"Dal Sinodo del 1380, tenutosi al castello di Calbano, sappiamo che Tezzo appartiene al Vicariato di Monte Sorbo - continua Bosi -. Nel 1428 il castello passa ai fiorentini, poi viene occupato da Cesare Borgia, successivamente cade in mano ai veneziani, per ritornare poi alla Santa Sede. Dal 1850 al 1907 la parrocchia, facente parte del Granducato di Toscana, passa alla diocesi di Modigliana, ritornando poi definitivamente alla diocesi sarsinate. Lavori importanti alla chiesa all’inizio del ‘900. Nel 2007 vengono sostituiti i ceppi di sostegno delle due campane dopo la caduta di una di esse".

"La parrocchia ha sempre avuto un numero ridotto di abitanti - continua don Daniele -. Sappiamo che nel 1551 erano 112, nel 1745 115, nel 1840 130, nel 1958 vi erano 46 famiglie e 232 abitanti, mentre nel 1968 c’erano 29 famiglie e 144 persone; ora gli abitanti sono una settantina. La parrocchiale, ricostruita e ampliata più volte nei secoli, è stata interamente rinnovata nel 1998 per l’interesse di don Renzo Marini che ha voluto mantenere agibile, sebbene questo luogo sacro si utilizzi in poche occasioni all’anno perché la comunità dal 1993 segue la vita parrocchiale di Sarsina, non avendo più la messa domenicale o il catechismo per i bambini. Un’unità accettata da subito dai fedeli senza problema alcuno, ormai da anni, che vi hanno visto una crescita a cominciare dalla celebrazione dell’Eucaristia". Ora guida la comunità don Renato Serra, parroco di Sarsina. 

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