Chiuso il presidio dei lavoratori Artoni in Piazza Giovanni Paolo II: "La lotta continua"

"La lotta non si ferma, i lavoratori metteranno in campo altre forme di resistenza per ottenere ciò che gli è stato tolto - evidenzia l'Adl Cobas - il lavoro e la dignità".

Foto tratta da Facebook

Si è concluso lunedì, dopo 12 giorni di presenza h24 in Piazza Giovanni Paolo II, il presidio dei lavoratori dell'Artoni. "Alcuni degli obiettivi che i lavoratori  si erano dati sono stati ampiamente raggiunti - rende noto l'Adl Cobas -. Il presidio è stato attraversato da centinaia di persone che hanno ascoltato il racconto dei lavoratori e portato solidarietà. Fra loro vi è stata la presenza di diversi rappresentanti politici (la coordinatrice di Sel Maria Elena Baredi, gli esponenti del Pcl, un consigliere comunale del Pd, diversi rappresentanti di associazioni, collettivi e movimenti romagnoli. Questa visibilità, insieme alla denuncia dell’indifferenza delle istituzioni locali e alla rappresaglia della multa effettuata dalla Polizia Municipale il secondo giorno di presidio ha fatto sì che dopo giorni di frenetica trattativa tra l’assessore Tommaso Dionigi - chiamato in causa da Adl Cobas - e Stemi Logistica, siano state pagate finalmente le tredicesime il 24 dicembre".

La vigilia di Natale si è presentato al presidio anche il vescovo di Cesena, Douglas Regattieri. "Sicuramente il momento più emozionante è stato quello della visita e dei doni dei lavoratori della Marcegaglia di Forlì - continua l'Adl Cobas -. L’intervento delle istituzioni laiche e religiose, nonché il sostegno di soggettività politiche e di cittadini solidali, ha permesso di rendere più forte e generalizzata la denuncia dell’ingiusta estromissione/licenziamento promossa da Artoni e Stemi Logistica, in un contesto di rappresaglia antisindacale ai danni di lavoratori che semplicemente chiedevano di poter svolgere il proprio lavoro attraverso l’ausilio dei dispositivi di sicurezza. La lotta non si ferma, i lavoratori metteranno in campo altre forme di resistenza per ottenere ciò che gli è stato tolto: il lavoro e la dignità. Per poter essere ascoltati dal Comune e far muovere anche il sindaco si è dovuti ricorrere allo sciopero della fame e ad un presidio permanente H24 durante le festività natalizie compreso Natale e Santo Stefano".

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