Presidenza Camera di Commercio, Cesenatico punta su Patrignani

Per la presidenza della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Giancarlo Andrini, presidente Confcommercio Cesenatico, si schiera dalla parte di Corrado Augusto Patrignani

Per la presidenza della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Giancarlo Andrini, presidente Confcommercio Cesenatico, si schiera dalla parte di Corrado Augusto Patrignani. Andrini spiega così le sue ragioni, partendo da una premessa: "Ho avuto finora una sorta di pudore a intervenire nel dibattito sulla futura camera di Commercio di Forlì-Cesena, semplicemente perché appartengo alla Confcommercio, stessa associazione di Patrignani, e non volevo che la mia posizione potesse venire interpretata come un gioco di sponda nei suoi confronti".

"In questi giorni, tuttavia, tanti altri hanno preso posizione e sento a questo punto di non dovermi più frenare - continua Andrini -. Sono commerciante alimentarista per tanti anni. Ho sempre pagato i diritti camerali senza storcere il naso perché ho sempre creduto che la Camera di Commercio può essere un ente utile alle imprese, anche se come tutti gli enti rischia di essere inutile, se non opera bene. Ho svolto attività associativa per tanti anni perché credo che lavorando insieme si possono aiutare le imprese e, aiutandole, si può concorrere allo sviluppo della qualità della vita e alla crescita del territorio".

"Detto questo, secondo me Patrignani ha scoperto l'uovo di Colombo, vale a dire ha avuto il coraggio, uscendo da vecchie logiche, di fare una proposta che non può non essere condivisa dalle imprese. E cioè che a guidare la Camera sia per il prossimo mandato un imprenditore invece di un funzionario. Se facessimo un referendum sulle imprese socie, la proposta di Patrignani avrebbe la stragrande maggioranza dei consensi. Dare il timone a uno che fa impresa sarebbe un segnale molto forte, simbolico".

"Se la Camera di Commercio è il parlamentino delle imprese, meglio che il presidente non sia un funzionario o un tecnico: serve adesso un imprenditore che, meglio di ogni altro, conosce i problemi, le aspettative e le necessità delle imprese e può esserei n grado . se si sceglie la persona giusta – di mettere nuova linfa nel governo dell'ente, cominciando a fare qualche sana riforma, che è ora - chiosa Andrini -. Ad esempio: non è possibile che il 70% dei diritti vada per il mantenimento dell'ente e relativi costi e solo il 30% per le imprese. Una giunta governata da un imprenditore avrebbe secondo me il potere e la forza e il coraggio di agire riequilibrando le percentuali".

"Quanto alla guida di un cesenate, non si dovrebbe neanche discutere: dopo decenni in cui Forlì ha avuto il comando la logica e la giustizia inducono a dare spazio all'altra parte della provincia - continua Andrini -. C'è un altro aspetto importante. Rete imprese Italia, a cui aderiscono nel territorio le due organizzazioni del Commercio e le due dell'artigianato, è stata fondata a livello nazionale e sta radicandosi nel territorio allo scopo di dare più peso specifico e forza alle imprese. Come può essere, allora, che associazioni che fanno parte di Rete Imprese Italia (alludo nello specifico alla Confesercenti di Forlì) piuttosto che appoggiare un candidato di questo organismo (nella fattispecie Patrignani) si sfili e esca dalla mission del sodalizio?".

"Dov'è la ratio? - si chiede Andrini -. Che senso ha allora proporre Rete Imprese Italia dopo che più volte esponenti delle associazioni territoriali hanno sostenuto che questo organismo va fatto crescere nel territorio (quest'anno fra l'altro sono state già svolte due importanti iniziative)? Che cosa direbbero i vertici nazionali di Rete Imprese Italia di casi di pessima scuola come questo? Quello che a me pare è che prevalgono logiche delle più brutta politica anche dentro certe associazioni le quali dovrebbero rispondere solo alle imprese".

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"Per quel che riguarda Zambianchi, abbiamo pressapoco la stessa terza età  e abbiamo la fortuna di esserci entrati ancora in forma - sottolinea Andrini -. Non deve farne una questione personale. Credo che abbia dato e anche avuto, ora è giusto che per la Camera di Commercio si apra una nuova pagina. I dirigenti passano, la Camera resta. Infine una parola solo su Patrignani. Forse Augusto può dare fastidio a qualcuno, anzi togliamo pure il forse. Ma di certo, e questo tutti lo sanno, non dà fastidio agli imprenditori in nome e per la forza dei quali agisce con coraggio, fuori dal coro, e spende molto del suo tempo.  E già questa, per me, è una straordinaria credenzialità per sostenere la sua candidatura".

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