Retromarcia di Lugaresi: "Non chiudo la mia pagina Facebook"

Retromarcia sulla sua decisione di "chiudere" la sua pagina Facebook: il presidente del Cesena Calcio Giorgio Lugaresi ha annunciato, sempre tramite Facebook, la decisione di mantenere attiva la pagina

Giorgio Lugaresi (Foto Sapone)

Retromarcia sulla sua decisione di “chiudere” la sua pagina Facebook: il presidente del Cesena Calcio Giorgio Lugaresi ha annunciato, sempre tramite Facebook, la decisione di mantenere attiva la pagina in cui concentra i suoi “pensieri in libertà” sul calcio, ma non solo. E' un po' una telenovela questo tira e molla sulla fanpage, su un argomento, diciamolo senza problemi, che non rientra certo tra i più importanti di Cesena.
 

Ma è indubbio che, amato o meno, la fanpage del presidente del Cesena Calcio è un punto di riferimento per tutti i tifosi bianconeri. Scrive Lugaresi: “Mille modi per chiedermi di non chiudere la mia Pagina Facebook, mi hanno convinto a tenerla aperta, perché continuare a tenere una Pagina da “Personaggio pubblico” aperta, dove tutti possono entrarci senza chiedere neppure il permesso e interagire con me liberamente, giudicare, approvare o disapprovare anche con termini, a volte, poco ortodossi è una libertà che mi concedo e che offro a coloro che ci vogliono entrare. Nessuno è obbligato a farlo. L’unica cosa che posso fare è cercare di rispondere a tutti. Mi piace”.
 

Lugaresi dopo l'annuncio della chiusura aveva iniziato una sorta di tormentone, sempre su Facebook, della serie 'La chiudo o la tengo aperta? La chiudo o la tengo aperta?'”. Quindi la scelta che fa felice i suoi quasi ottomila fan: “Chi offende o è maleducato lo potrò eliminare senza preoccuparmi di dargli troppo peso. Questa lezione, forse l’ho imparata. Molti me lo hanno scritto: "fregatene, fatti scivolare addosso chi esagera nell’apostrofarti". Seguirò il consiglio. Facebook rappresenta comunque una buona opportunità per rimanere in contatto con tanti amici che ho conosciuto nelle più svariate situazioni. A volte capita di ritrovare, grazie a questo incredibile mezzo, amici perduti da trent’anni che riappaiono improvvisamente per scoprire che, in effetti è stato lo scorrere della vita che ci ha solo allontanati, così per un caso. Tengo la Pagina aperta per continuare a raccontare i miei pensieri e i miei sentimenti”.
 

Quindi l'excursus sulla sua vita: “La mia vita non è solo il Cesena Calcio, anche se ne occupa una gran parte del mio tempo in qualsiasi parte del mondo mi trovi e in qualsiasi orario della giornata, giorno e notte. Ho sempre amato “vivere sul filo del rasoio”; nel lavoro, negli affetti, con gli amici, nella caccia ai grandi animali, nel cercare di difendere le mie idee o gli ideali degli anni ’70. L’ho fatto però cercando di tenere “la testa sulle spalle” e accettando pochi compromessi. Sono sempre stato un leader. Me lo hanno riconosciuto tutti in tante situazioni: a Scuola, ma già all’asilo ero seguito dagli altri; in collegio a Bologna, al Liceo, dove 450 ragazzi cercano i propri spazi dentro una struttura con regole rigide alle quali non ero abituato e poi ti accorgi che per il tuo gruppo che frequenti più da vicino, diventi un punto di riferimento. Non ho mai tentato di impormi per interesse, ma è sempre venuto spontaneo che gli altri si appoggiassero a me. Anche in famiglia, mio padre Edmeo, un carattere fumantino e piuttosto forte, ad un certo punto della sua vita, si è affidato a me, come prima aveva già fatto mia madre. Mia sorella invece l’ha sempre fatto solo all’occorrenza, se riteneva utile o indispensabile il mio aiuto, per poi sparire fino alla successiva richiesta di aiuto. Non ci ho mai fatto caso, lei in fondo era la femmina di casa ed andava aiutata a prescindere”.
 

Ed ancora: “Dicevo che non vivrò mille anni e forse neppure dieci o uno, chissà cosa mi riserverà il destino. Non temo la morte, temo il dolore, quello sì. Ho visto la sofferenza in chi amavo, mia moglie, mia madre, mio padre, mio suocero, mio cognato, le mie nonne che mi hanno lasciato già da tempo. I nonni purtroppo se ne sono andati prima che nascessi e di loro conosco poco, anzi pochissimo: sono morti entrambi di polmonite a 42 e a 45 anni. La cosa un po’ insolita che sono tutti in cimiteri della Romagna, ma in luoghi diversi. L’unico che frequento settimanalmente è quello di Polenta di Bertinoro. Lì vado a trovare Donatella con i fiori freschi. Non incontro mai nessuno, è un piccolo cimitero di campagna, in collina, di fianco alla chiesa di Polenta che è del 1.400. Lì ci eravamo sposati il 12 ottobre del 1975. Ora invece, sono felicemente sposato con Francesca da tre anni; maestra elementare. Una ragazza splendida! Sono stato, ancora una volta fortunato; una compagna di vita straordinariamente dolce e paziente. Una vera romagnola, che adora la casa, mio figlio Michele, Cristina e nostro nipote Adamo. Userò la mia Pagina Facebook per parlare di storie vissute, di sogni, di caccia, del Cesena Calcio, dei progetti futuri e metterò foto che ho scattato in giro per il mondo e che cercherò ancora di arricchire in futuro. Lo farò come se dovessi vivere mille anni. Grazie a tutti. Ciao Giorgio”.

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