Fischi e striscioni, scatta la contestazione. Foschi: "Ci aspettavamo di più dal cambio di mister"

La sconfitta col Toro lascia molta amarezza in bocca. Inevitabile la contestazione dei tifosi della curva Mare, una contestazione, va detto, che si è risolta in due striscioni, fischi e cori. Niente, insomma, che abbia travalicato i limiti. I due striscioni hanno contestato la dirigenza

La sconfitta col Toro lascia molta amarezza in bocca. Inevitabile la contestazione dei tifosi della curva Mare, una contestazione, va detto, che si è risolta in due striscioni, fischi e cori. Niente, insomma, che abbia travalicato i limiti. I due striscioni hanno contestato la dirigenza del Cesena, col presidente Lugaresi e il direttore dell’area tecnica Rino Foschi in primis. I supporter bianconeri hanno lamentato lo scarso rispetto della tifoseria e hanno definito la squadra “disastrata”. Inoltre, una pioggia di fischi è arrivata all’indirizzo della squadra.
 

Foschi incassa, ma non molla. Così in conferenza stampa dopo la partita: “Quella di oggi è stata una partita che ci ha fatto arrabbiare tutti, sapevamo che la Serie A sarebbe stata dura ma non possiamo vivere ogni partita come se fosse un’ultima spiaggia. Anche oggi abbiamo perso nonostante fosse una partita molto importante per noi e devo dire che non meritavamo di perdere. A fine gara mi sono fermato nello spogliatoio e ho parlato a lungo con i giocatori per dire loro cosa penso. Abbiamo vinto alla prima di campionato e poi non abbiamo più vinto dopo 19 giornate. Pensavamo di fare un campionato dignitoso nonostante tutti dicessero che eravamo già retrocessi prima di cominciare”.


Ed ancora: “In alcune partite abbiamo convinto come prestazione, in altre meno, in altre come a Bergamo abbiamo mostrato troppe debolezze. Abbiamo deciso di esonerare Mister Bisoli e quando si sostituisce un allenatore è sempre una fallimento per la Società, di questo ne siamo tutti consapevoli. In 5 partite con Mister Di Carlo abbiamo fatto 1 punto, sicuramente il sottoscritto e la Società ci aspettavamo qualcosa di diverso ma oggi vogliamo trasmettere un messaggio forte: noi ci crediamo ancora”.
 

Per Di Carlo un magro bottino: “ Avevo chiesto una prova di cuore ai ragazzi, nel primo tempo non si è vista e siamo andati sotto ma non ci siamo abbattuti. Siamo riusciti ad accorciare con Brienza e nella ripresa abbiamo trovato il 2-2 lottando con i denti. Poi è arrivata ancora la condanna del 3-2 su un episodio, con la squadra schierata. Condanno gli episodi e le disattenzioni, dobbiamo fare di più ma va salvato l’atteggiamento, siamo una squadra viva, la classifica in questo momento ci dice che quello che stiamo facendo non basta. Da domani inizieremo a lavorare per la prossima gara contro il Parma”.

Il ptresidente Lugaresi invece si è limitato a mettere un riquadro totalmente rosso nella copertina del suo profilo Facebook. Il colore della rabbia, ma anche quello della passione.

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