Voucher in agricoltura, la Cisl ancora davanti al Parlamento

Continua il presidio sindacale a Roma dove lavoratori e sindacati dell’agroalimentare protesteranno martedì 31 luglio davanti a Montecitorio contro l’introduzione dei voucher

Il Governo procede diritto per la sua strada confermando l’introduzione dei voucher in agricoltura, malgrado le proteste dei sindacati della scorsa settimana a cui hanno partecipato anche tanti lavoratori e sindacalisti romagnoli della FAI Cisl, la federazione Cisl che rappresenta i lavoratori dell’agroalimentare.

“Siamo fortemente contrari a questa deregolamentazione dei contratti di lavoro in agricoltura che vuole il Governo – afferma Francesco Marinelli, segretario generale FAI Cisl Romagna – perché sarebbe cancellato con un colpo di spugna quello che prevede il  contratto di lavoro per stipendio, assistenza e previdenza per decine di migliaia di lavoratori. Questo potrebbe comportare un aumento del rischio sicurezza sul lavoro nel comparto agricolo e un incremento del caporalato.”

“Per queste ragioni domani 31 luglio – continua il segretario cislino - saremo ancora in tanti davanti a Montecitorio a Roma con l’obiettivo di manifestare non solo tutta la nostra contrarietà, ma per chiedere al Parlamento di modificare il testo in discussione in aula. L’agricoltura è un settore che può continuare a mantenere la sua importanza per l’economia del Paese, della Romagna e per tante famiglie, ma se le leggi tolgono diritti e tutele aumenterà il disagio economico e sociale.”

In base ai dati camerali e della Regione del 2017, in Romagna il settore agricolo è fonte di lavoro per circa 17.000 lavoratori dipendenti di cui 7.000 nella provincia di Forlì-Cesena, 7.000 in quella di Ravenna e 3.000 nel riminese, a cui si aggiungono altri 13.000 lavoratori indipendenti. Nel complesso in Romagna i lavoratori impiegati  in agricoltura sono il 30% dei dipendenti agricoli di tutta l’Emilia-Romagna. Sono numeri importanti se si considerano anche i flussi ovvero le cosiddette attivazioni che solitamente sono i rapporti a termine o stagionali: 22.083 a Forlì-Cesena, 28.803 nel ravennate e 3.303 nella provincia di Rimini.

“Era stato annunciato come Decreto dignità - prosegue Marinelli - ma il risultato sarà l’aumento della precarietà in agricoltura che i sindacati, invece, sono riusciti a limitare con delle precise norme nei contratti di lavoro che consentono la flessibilità necessaria alle imprese e nello stesso tempo riconoscono ai lavoratori livelli adeguati di retribuzione, assistenza, pensione integrativa e indennità di disoccupazione.”

La protesta dei sindacati di categoria è appoggiata totalmente dalla Cisl, infatti Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl, e Luigi Sbarra, il suo braccio destro, erano presenti ai presidi della settimana scorsa perché le proposte del Governo sono un arretramento dei diritti dei lavoratori ottenuti con anni di lotte.

Della vicenda è stato investito anche il presidente della Camera, Roberto Fico perché ha dimostrato finora molta attenzione alle problematiche dei lavoratori pertanto gli sono state rassegnate tutte le problematicità che i voucher introdurrebbero nei rapporti di lavoro agricolo. 

 “Siamo molto preoccupati del possibile esito del Decreto del Governo – conclude Francesco Marinelli – perché il comparto agricolo ha necessità di un lavoro dignitoso, con diritti e tutele, e non di ulteriori forme di sfruttamento a danno dei lavoratori. Il pagamento degli operai agricoli a con lo strumento dei voucher mette in discussione il contratto di lavoro nazionale e facilita chi vuole continuare a pagare le persone in modo irregolare e favorendo il lavoro nero e fenomeni di sfruttamento come il caporalato.”
 

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