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Tagli alle Poste, l'Idv: "Come si giustificano con utile di 846 milioni?"

"Come uscire da questa anarchia di tagli indiscriminati che quando analizzati approfonditamente risultano, come in questo caso, incomprensibili e complessivamente antieconomici loro stessi?”

“Tagli imposti per non soccombere alla crisi che, al contrario metteranno i territori e i cittadini in fortissima crisi. Prezzi alti per tutti, ma carissimi per i territori più piccoli dove i servizi essenziali non potranno più essere assicurati”. Questo il commento di Cinzia Pagni, capogruppo IdV in Consiglio comunale Cesena circa gli eventuali tagli delle Poste nelle piccole comunità.

“Danni e disagi sociali determinati da scelte di tipo ragionieristico che da tempo l’Italia dei Valori considera inique e insostenibili perché tagli lineari e sottrazione di risorse alle amministrazioni vanificheranno maggiormente le realtà virtuose e coese come la nostra – afferma Pagni -. A questa già desolante fotografia, si aggiungono le chiusure di servizi fondamentali perché considerati inutili o antieconomici come il Tribunale di Cesena e gli uffici postali di Calisese e Gattolino, che determineranno enormi disagi e spese ulteriori da parte dei cittadini, penalizzando enormemente gli anziani, marginalizzando i territori e producendo forti esuberi di personale”.

“Una stima provvisoria per la chiusura dei 1156 piccoli uffici postali che produrrà un recupero per le casse delle Poste di circa venti milioni di euro. In questo clima di razionalizzazione economica potrebbe sembrare comprensibile ma sfugge che le Poste italiane hanno chiuso il Bilancio 2011 con un utile netto di 846 milioni di euro – continua l'esponente dell'Italia dei Valori -. Come si giustificano, mi chiedo e chiedo ai vertici delle Poste italiane questi tagli? Come uscire da questa anarchia di tagli indiscriminati che quando analizzati approfonditamente risultano, come in questo caso, incomprensibili e complessivamente antieconomici loro stessi?”

Per Pagni, “un’azienda che chiude in utile e che dichiara un trend in crescita dovrebbe elogiare e premiare i propri dipendenti che spesso sono sottoposti ad operare in forti disagi, perché è evidente il sottodimensionamento di alcuni uffici. Al contrario si taglia e si licenzia. Ottenere utili solo a colpi di accetta sono bravi tutti, non è necessario scomodare e pagare profumatamente “esperti” manager! Manager che hanno abbandonato la mission sociale connaturata nella storia e nel presente di Poste italiane: quale valore economico attribuiamo ad un operatore postale che “assiste” una persona magari anziana o malata che non ha facilità negli spostamenti?”

“La città di Cesena ha più volte dimostrato che intende rispondere con forte senso di responsabilità alle difficoltà del paese ma una strategia, una logica sociale è necessaria per uscire da questo pantano – sottolinea Pagni -. Al contrario con ostinazione e sconsideratezza non si vuole più tener conto né del merito, né dell’efficienza ma soprattutto del valore sociale di certi servizi perché ormai stiamo agendo con una politica priva di prospettiva e carente di una visione d’insieme”.

“A questo punto urge un cambiamento radicale – conclude l'esponente dell'IdV -: dobbiamo chiedere per ottenere che ogni chiusura o razionalizzazione drastica relativa ai servizi essenziali dei territori debba avvenire solo previa concertazione con gli enti locali interessati”.

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