Scontri al mercatino a Forlì, Cesena Siamo Noi: "La soluzione è l'antifascismo pacifista"

Dopo gli scontri che si sono consumati in piazzetta della Misura a Forlì, in mezzo al Mercatino di Natale, anche CesenaSiamoNoi condanna la violenza

Dopo gli scontri che si sono consumati in piazzetta della Misura a Forlì, in mezzo al Mercatino di Natale, anche CesenaSiamoNoi condanna la violenza. "Siamo colpiti che anche in Romagna, terra di grande tradizione democratica, possano accadere questi episodi connotati dall’intimidazione, dalla logica del muro contro muro. Siamo solidali e vicini soprattutto con chi è uscito contuso dallo scontro: il segretario della Fiom Cgil Gianni Cotugno. Violenza e aggressione, da qualsiasi parte provengano, non sono accettabili in un contesto democratico, anche di fronte a possibili provocazioni, perché stanno inevitabilmente su livelli differenti. In questo momento storico di ogni cittadino italiano ed europeo non deve dimenticare la propria matrice culturale nella cifra filosofica della tolleranza, del dialogo e dell’accoglienza, per non cadere nelle trappole costanti e a quanto pare crescenti del contrapporsi in fazioni opposte. Di fronte a problemi che potrebbero essere strumentalizzati per costruire consenso agli estremismi, dobbiamo opporre quotidianamente la ricetta dell’antifascismo pacifista, non violento e dialogante, perché queste sono le nostre radici politiche e culturali e questo è lo scenario in cui sedare i prodromi di ogni conflitto".

"L’episodio nella civilissima Forlì testimonia purtroppo di come le piazze si siano trasformate in presidi di polizia e luoghi di tensione - proseguono da CesenaSiamoNoi - Sulla violenza, le forze dell’ordine devono intervenire per mantenere l’ordine pubblico se minacciato e assicurare alla giustizia i responsabili - persone o associazioni che avallano questi metodi - a norma di legge. Prendiamo le distanze inoltre dal clima di tensione, che getta benzina sul fuoco di questa violenza latente e ottiene l’effetto contrario: su questo invitiamo ad approfondire la riflessione senza strumentalizzazioni e cercando strumenti diversi che indaghino le cause, favoriscano il dialogo e che rafforzino - e non limitino - il confronto democratico. Gli strumenti sinora messi in campo mostrano limiti evidenti e hanno effetti controproducenti: crediamo nelle iniziative culturali che mantengono viva la memoria storica e di nuovo chiediamo, come a settembre in occasione della discussione in consiglio a Cesena su questi temi, l’istituzione di un tavolo di lavoro con le forze dell’ordine, i quartieri, le associazioni e i cittadini per individuare zone sensibili e monitorare gli attuali protocolli di intervento in situazioni critiche, dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico. Chi governa le nostre città deve costantemente allontanare politicamente ogni situazione di opposizione diretta “muro contro muro” e mantenere la regia della gestione democratica articolata in più voci, lavorando secondo principi di dialogo e tolleranza".

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