Sanità, Gerbino (Emilia Romagna Coraggiosa): "Qui rapporto virtuoso tra pubblico e privato"

"L'Emilia-Romagna ha sempre messo in atto un virtuoso rapporto di collaborazione pubblico/privato ponendo sempre in primo piano il giusto utilizzo delle risorse economiche"

"Uno dei temi dibattuti in questa campagna elettorale è il rapporto tra sanità pubblica e privata. La destra spinge verso una maggiore partecipazione del privato nell'offerta sanitaria contrapponendo un fantomatico modello lombardo-veneto a quello emiliano-romagnolo. Ebbene non esiste nessuno di questi modelli. Esiste solo una realtà milanese che costituisce un unicum in Italia che vede la presenza di grossi ospedali privati storicamente operanti in città anche quando la Lombardia era amministrata da giunte di sinistra". Lo dichiara Gaetano Gerbino, candidato alle elezioni regionali con Emilia Romagna Coraggiosa.

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"Il resto di quella regione e il Veneto ricorrono al privato nella stessa maniera dell'Emilia-Romagna e nella misura che è giusto che sia. Il servizio sanitario regionale deve ricorrere al privato quando vi è un reciproco vantaggio. Adesso questa destra pare spingere ancora di più per una sanità che si occupi solo di ciò che fa profitto lasciando le prestazioni economicamente gravose agli ospedali pubblici. Io dissento totalmente da questa impostazione. Non ho nessuna pregiudiziale ideologica nei confronti della sanità privata e ho grande rispetto dei professionisti che vi operano. L'Emilia-Romagna ha sempre messo in atto un virtuoso rapporto di collaborazione pubblico/privato ponendo sempre in primo piano il giusto utilizzo delle risorse economiche. Risorse che da alcuni decenni di anno in anno sono andate via via riducendosi. Pur con le crescenti difficoltà dovute alla riduzione dei fondi statali l'Emilia-Romagna ha sempre prodotto il massimo sforzo per garantire l'universalità dell'accesso alle prestazioni sanitarie. E questo per me è un punto inderogabile. La nostra regione ha rappresentato ed è tuttora il punto più avanzato nel contesto nazionale delle politiche attive di risposta alla crescente complessità dei bisogni della popolazione a partire da cronicità, multimorbosità e non autosufficienza. Il mio impegno sarà quello di proseguire lungo questa strada, contribuendo ad elaborare e realizzare politiche sanitarie all'altezza delle sfide presenti e future che l'assistenza sanitaria dovrà affrontare".

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