Risarcimento milionario dei "Gessi", Di Placido: "Il Comune ha giocato a poker"

Un accordo poteva bloccare la causa avviata: tutte le volte l’Amministrazione Comunale di Cesena ha sempre rifiutato tale opzione, preferendo un rischioso “ci vediamo in tribunale”

“E’ inconcepibile che un immobile di proprietà pubblica venga assegnato ad una privato che lo ristruttura ed avvia una attività imprenditoriale, salvo poi vedersi revocata l’autorizzazione perché l’immobile non era a norma. E’ come se qualcuno vendesse una macchina, e poi la facesse bloccare perchè il libretto di circolazione non è in regola. Sarà colpa di chi compra o di chi vende? E’ necessario ricordare che più volte la Società coinvolta ha cercato un compromesso, un accordo che potesse bloccare la causa avviata: tutte le volte l’Amministrazione Comunale di Cesena ha sempre rifiutato tale opzione, preferendo un rischioso “ci vediamo in tribunale”. E’ stato un azzardo, e anche grosso, perché dubitiamo che qualcuno a Palazzo Albornoz potesse ragionevolmente pensare di vincere. Peccato che i Comuni non siano tavoli da poker”: lo dice Luigi Di Placido, esponente dei Liberal Democratici sulla vicenda del ristorante “I Gessi” che, in virtù di una sentenza definitiva della Cassazione, costerà al Comune di Cesena alcuni milioni di euro.

Continua Di Placido: “La vicenda Gessi è arrivata al suo triste e prevedibile epilogo: la Corte di Cassazione ha stabilito che il Comune di Cesena ha torto, ha torto marcio. Sarà, quindi, obbligato a risarcire la società che ha fatto causa per una cifra ancora da definire, ma che sarà almeno di qualche milione di euro. Dopo aver commesso un errore clamoroso nel lontano 2009, affrontando frettolosamente e in maniera confusa il problema delle autorizzazione temporanee (contenuto nel famoso articolo 105 del Regolamento Edilizio che, da quello che ci risulta, nessun tribunale ha mai dichiarato illegittimo), a distanza di otto anni ne paghiamo le conseguenze”.

“Il Sindaco, dopo la sentenza, si è subito affrettato a ripetere l’unica cosa che gli abbiamo sentito dire in questi anni: l’Amministrazione avvierà una azione di rivalsa nei confronti di coloro che, per conto del Comune, hanno sottoscritto gli atti incriminati. Ammesso che questo sia possibile, ci piacerebbe capire quanto tempo passerà prima che qualcuno eventualmente risarcisca; se mai succederà, non sarà certo merito del Sindaco Lucchi, che sarà ormai ben lontano dal suo impegno pro-tempore al governo della città. E, comunque, chi ai tempi sottoscrisse gli atti, lo fece sicuramente dopo aver ricevuto indicazioni dalla Giunta di allora, non certo di sua iniziativa.
A tal proposito ci sembra utile ricordare che l’Assessore all’Urbanistica responsabile delle discutibilissime decisioni del 2009, siede nella Giunta del Sindaco Lucchi dal primo giorno del suo mandato, segno evidente che anche lui condivideva le scelte prese dai suoi predecessori, al punto da riconfermarli nella sua squadra”.

“Una cosa la sappiamo con certezza: i milioni di risarcimento sono usciti dalle tasche dei cittadini in questi anni, attraverso una tassazione superiore al necessario, come testimoniano i ripetuti avanzi di bilancio che sono serviti anche per accantonare le somme destinate a pagare questi errori. Si è cercato di trascinare la vicenda più in avanti possibile, magari con la speranza che la sentenza arrivasse dopo il giugno 2019. Così non è stato, peggiorando una situazione già di per sé grave. E adesso, oltretutto, c’è un immobile pubblico di pregio ridotto in condizioni vergognose, la cui sistemazione costerà altri soldi, siano essi pubblici o privati. Speriamo che la lezione serva per il futuro, ad esempio per la Rocca Malatestiana. Ancora una volta la qualità di questa Amministrazione è sotto gli occhi di tutti”.

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