Riaperture, "Protocolli siano coerenti tra loro: perché imporre 5 metri di distanza per i tavoli?"

Così il deputato romagnolo di Italia Viva Marco Di Maio, che chiede coerenza tra i vari protocolli di sicurezza

"Ho la massima fiducia possibile nei confronti della scienza; ma se si può salire su un autobus o su un treno assicurando la distanza minima di 1 metro per garantire la protezione sanitaria da eventuali contagi, come è possibile sostenere che in spiaggia all'aria aperta la distanza minima di sicurezza è di 5 metri? O che in un ristorante bisogna mantenere 4 metri di distanza da una persona all'altra? I tecnici svolgano al meglio i propri compiti, ma poi le istituzioni politiche si preoccupino di dare risposte chiare e comprensibili da tutti".

Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio, a proposito delle ipotesi in circolazione sui protocolli da seguire per la riapertura delle attività di stabilimenti balneari e ristorazione.

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"Con queste modalità - afferma - non solo avremo centinaia di migliaia di attività economiche che saranno rase al suolo dal virus, poichè è evidente che queste distanze le potranno rispettare una manciata di attività in tutta Italia; ma avremo anche una perdita di fiducia progressiva nei confronti delle misure di repressione del virus e questo - al pari dei problemi economici - è qualcosa che non ci possiamo proprio permettere. Buonsenso, tempestività e coraggio: bisogna farlo in sicurezza, ma bisogna mettere le attività nelle condizioni di ripartire in maniera sostenibile". 

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