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Regionali, la Lega attacca: "Querele per chi critica l'establishment Pd"

"Vedono improvvisamente messa a rischio la serenità famigliare, devono provvedere a procurarsi un legale, si trovano costretti a raccogliere fondi per le spese"

“‘Colpirne uno per educarne cento’. Il metodo è antico e sempre uguale. Mao, il dittatore comunista, lo ha applicato sistematicamente in Cina. Ci tocca constatare che la prassi sembra tuttora in voga in ambienti PD locali e regionali, dove si disincentiva la critica o il dissenso con minacce di querele o querele con richieste di risarcimenti abnormi. Ovvio che i destinatari si allarmino". Lo affermano in una nota i consiglieri del gruppo Lega in Consiglio comunale.

"Vedono improvvisamente messa a rischio la serenità famigliare, devono provvedere a procurarsi un legale, si trovano costretti a raccogliere fondi per le spese e attendere tempi biblici per vedere la fine del percorso. Il tutto per aver espresso giudizi, pur non lesivi, su facebook o nei media o per aver presentato interrogativi o esposti motivati sull’attività dell’amministrazione. Tutte procedure che in una vera democrazia dovrebbero rappresentare un diritto. Tra i destinatari locali di queste querele c’è chi l’ha vista archiviare, chi è stato assolto e chi invece ha ancora questa spada di Damocle sul capo e non vive tranquillo. Basta leggere i quotidiani locali o informarsi in rete per sapere i nomi di queste persone, liberi pensatori sicuramente coraggiosi in Emilia-Romagna. E’ a fronte di questi episodi che ci si deve interrogare se si vuole vivere in una società regionale libera e consapevole, oppure adattarsi a un remissivo silenzio". 

"E’ ormai prassi comune - proseguono i consiglieri -  infatti, solidarizzare con i ‘colpiti’ solo in segreto, con frasi del tipo: ‘sono con voi, ma lavoro nel pubblico…non posso parlare’ oppure ‘avete ragione, ma io devo lavorare..’ oppure ‘vi sosterrò anche economicamente, ma non posso espormi…’.  Sono situazioni che legittimano l’aspirazione a ‘liberare l’Emilia-Romagna’ da un sistema che si è trasformato, in un cinquantennio, in una oligarchia chiusa in se stessa, con una classe politica dem che punta alla propria inamovibilità con ogni mezzo. Noi della Lega non ci assoggettiamo né culturalmente, né politicamente a questi metodi estranei al nostro DNA. Crediamo nel valore dell’alternanza per consolidare il sistema democratico e nella libertà di espressione. E siamo convinti che si debba mandare a casa una classe politica che sa solo accusare, demonizzare e minacciare chi non si adegua al sistema”.

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