Reddito di cittadinanza, M5S: "A un anno dall'avvio in città nessuno riscontro sui Puc"

Capponcini: "956 sono le domande accettate di Reddito di cittadinanza; da gennaio 2020 il decreto dispone che i comuni ne abbiano la titolarità, e avviino la creazione di progetti"

"Il consiglio comunale del 8 ottobre ci ha portato risposte dal sapore dolce-amaro alle nostre interpellanze su problemi attuali della città". A parlare è Claudio Capponcini, consigliere comunale del M5S.

"Sul tema insoluti (crediti non pagati che i cittadini devono al comune), 29 milioni di euro sono il totale del debito che i cittadini “vantano” verso il comune, un debito altissimo per un comune pur virtuoso come il nostro, che ha un bilancio generale di circa 100 milioni di euro  È vero che nemmeno 2 anni fa erano 38 sotto la gestione precedente, ma il percorso di rientro è ancora troppo lento, se il debito TARI (immondizia) è di 8,5 milioni, quello del Codice della Strada (multe) di ben 12 milioni, quello delle rette scolastiche di circa 2 milioni".

"E tutto questo nonostante l’impegno più volte riconosciuto all’assessore e ai suoi dirigenti, di svolgere un gran lavoro di analisi dei dati mostrandoceli in modo preciso e puntuale; ma il “dolce” sta solo qui. Infatti il meccanismo appare troppo fragile, leggero; inasprirlo un tantino non guasterebbe, visto che altri comuni lo hanno già fatto (ad esempio Riccione col ritiro delle licenze a chi non paga la TARI, o in toscana con l’uso delle ganasce per chi è “moroso” alle multe), con buoni risultati. Anche perché non bisogna dimenticarsi dell’aspetto morale del problema, poiché questi mancati incassi pesano direttamente sulle spalle di tutti quei cittadini che onestamente pagano il loro dovuto".

Sul tema reddito di cittadinanza Cappocini afferma: "956 sono le domande accettate di Reddito di cittadinanza; da gennaio 2020 il decreto dispone che i comuni ne abbiano la titolarità, e avviino la creazione di progetti che assegnino ai destinatari di RdC mansioni e lavori di pubblica utilità (PUC), anche coinvolgendo nella gestione Enti del terzo settore; fermo restando che lo svolgimento possa essere fatto in forma associata da parte dei comuni. Ebbene ad oggi neanche un progetto è stato definito a Cesena per far svolgere le funzioni/mansioni previste dalla legge ai percettori del RdC (es, pulizia strade, giardini e marciapiedi, raccolta differenziata dei rifiuti, mantenimento decoro urbano, ecc) dopo quasi un anno dall’avvio ope legis della cosiddetta seconda fase del RdC. E c’è di più: i comuni della valle del Savio hanno deciso come prevede la legge, di svolgere il progetto generale in forma associata, cioè dandone la responsabilità all’Unione dei Comuni, e hanno istituito una commissione welfare per procedere alla creazione dei PUC attraverso una piattaforma unica per servizi sociali (GePi) e intraprendere collaborazioni con soggetti terzi (ASP). Siamo cioè dopo quasi un anno dal via, ancora alla fase istruttoria, quindi molto lontani dalla creazione pratica dei PUC e scaricare sull’Unione dei Comuni questo compito organizzativo così complesso, non fa che complicare e dilatare i tempi di realizzazione; così è stato recentemente per il comparto turistico, ora scopriamo che anche i PUC del RdC attivabili già da febbraio 2020, sono stati delegati a questo organismo del tutto inefficiente e vacuo. E infatti al momento non abbiamo il minimo accenno a concreti riscontri operativi, almeno per Cesena. E questo è grave considerando che i PUC migliorano i servizi per la città con la semplice organizzazione e assegnazione di compiti socialmente utili senza oneri economici, a costo zero".

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